E tu sotto al filare
muovi lanugini da lunghe cripte
arrivi, quale livido di marzo
scroscio pudico di un sussurro
sulla mia strada
confusa con il cielo
a nutrire incanti di asfodeli
a guisa di apnea, mi cogli
attitudine al dischiudermi
radura che profuma d'abbandono.

Commenti
Lieta Domenica, Rita.
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Solo, mi sento in vena di chiarire il dubbio circa il termine finale, scelto in un'accezione beata e libera.
Grazie, mybackpages, per la tua lettura.
Un caro saluto
Grazie.