IV
Alto su la volta si stava il sole;
cocenti, spargeva per ogni donde
i suoi raggi silenti.
Pel lungo cammino e pel caldo,
mi godevo, d’una quercia
e delle sue fronde, l’ombra.
Stanco d’andare e pur mesto,
pel non trovare,
un sonno mi colse presto.
Mi destaron, nell’ore più fresche,
lo stormir delle frasche
e d’un merlo il fischio.
Dell’uno gorgheggiante il suono,
dell’altre il vibrar fremente,
parevano intonar un canto
ritmato ed insistente:
sveglia, vai di lì,
sveglia, vieni qui.
Il sentier che percorreva,
inerpicandosi, più in là
si stringeva ed io di là mi volsi.
Alto su la volta si stava il sole;
cocenti, spargeva per ogni donde
i suoi raggi silenti.
Pel lungo cammino e pel caldo,
mi godevo, d’una quercia
e delle sue fronde, l’ombra.
Stanco d’andare e pur mesto,
pel non trovare,
un sonno mi colse presto.
Mi destaron, nell’ore più fresche,
lo stormir delle frasche
e d’un merlo il fischio.
Dell’uno gorgheggiante il suono,
dell’altre il vibrar fremente,
parevano intonar un canto
ritmato ed insistente:
sveglia, vai di lì,
sveglia, vieni qui.
Il sentier che percorreva,
inerpicandosi, più in là
si stringeva ed io di là mi volsi.

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