Cuore,
ritorna negli interstizi stellari
o nelle culle delicate
dell'infanzia celeste da cui provieni,
dissolvi il dolore che si accumula
sulle punte ispidi
di odi primordiali
e di ataviche battaglie dei viventi,
torna alla levigata sfericità
delle carezze rubate alla notte,
alla simmetrica cura
di un affetto dimenticato
o di trepide mani estive.
Cuore,
dimentica la mente
che ti conduce nelle geometriche precisioni
della desolazione dei campi di sterminio,
dei regni avidi delle quantità
e delle misure,
dimentica le orbite delle nostalgie
di materia greve e triste,
le vacuità informi
dei desideri ancestrali
da cui traesti la forma del tuo corpo,
misero relitto
di arcane fughe ad ovest.
ritorna negli interstizi stellari
o nelle culle delicate
dell'infanzia celeste da cui provieni,
dissolvi il dolore che si accumula
sulle punte ispidi
di odi primordiali
e di ataviche battaglie dei viventi,
torna alla levigata sfericità
delle carezze rubate alla notte,
alla simmetrica cura
di un affetto dimenticato
o di trepide mani estive.
Cuore,
dimentica la mente
che ti conduce nelle geometriche precisioni
della desolazione dei campi di sterminio,
dei regni avidi delle quantità
e delle misure,
dimentica le orbite delle nostalgie
di materia greve e triste,
le vacuità informi
dei desideri ancestrali
da cui traesti la forma del tuo corpo,
misero relitto
di arcane fughe ad ovest.
Commenti
Colma di malinconia, questa tua Paolo,davvero davvero bella..e condivisa nel cuore .