Di tutta una giornata d'agosto
è stato allora
il precipizio.
No, non il viso tzigano del pianista o
il tocco armeno sui pinnacoli
sebbene in estasi da crema di Mozart.
Ma il corpicino
cadavere
di una vespa.
Eravamo qui - ho detto tra me e me -
da almeno due notti,
un ventaglietto
dimenticato sotto le seggiole.
è stato allora
il precipizio.
No, non il viso tzigano del pianista o
il tocco armeno sui pinnacoli
sebbene in estasi da crema di Mozart.
Ma il corpicino
cadavere
di una vespa.
Eravamo qui - ho detto tra me e me -
da almeno due notti,
un ventaglietto
dimenticato sotto le seggiole.

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