Fiori d'Acciaio fragili e inermi,
troppo piccoli per capire,
troppo grandi per dimenticare,
vagano smarriti su strade deserte,
feriti nel corpo, violati nell'anima,
strappati con rabbia dal grembo materno,
mandati nel baratro di un avito inferno.
Li senti piangere di un pianto lontano
nel silenzio assordante di coscienze silenti,
li vedi camminare tra bombe e macerie
in un mondo malato di odio e rancore.
Avanzano avvolti nel loro dolore,
sporchi nel viso e la morte nel cuore.
Aride gocce di calda rugiada
ne solcano lievi i petali rosa,
un candido alone di luce soffusa
ne ammanta gli steli, ridente e radiosa.
Sembrano angeli caduti dal cielo,
eroi senza gloria e senza valore
germogli iridati di una terra impietosa,
semi di speranza di un mondo migliore.

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