Quanto amore e quanta innocenza nei tuoi occhi,
mentre provi a fermare l'inevitabile, la malattia,
e mi sfiori coi poli di una calamita, mi mesmerizzi.
Quanta dolcezza nel tocco soave delle tue mani,
c'è il passato il presente e il futuro in quel flusso,
l'armonia di un trance capace di sconvolgere;
e il pensiero, e il volere, e il corso degli eventi.
Così, per suggestione, penserai di potermi curare,
ed io non avrò paura perché siamo sempre in tre noi:
tu, la tua fede, e l'inutile bagaglio della mia carne.

Commenti
Grazie
c'è osmosi in questa poesia, ,dolcezza e conoscenza , e quell'abbandonarsi tra le mani di chi ci ama ...profonda fiducia.
Complimenti...
Mi commuovo a immaginare la metà di una coppia che prova a curare l'altra metà a tutti i costi, fino a generare e trasmettere fede.