Scendi dalle stelle poi cresci sotto un cavolo
ti porta la cicogna, mai stata a Bologna?
Vi ho incontrato un lombrico parlante
e una vecchia zingara mi ha letto la mano.
Quattro figli mi ha detto che avrei avuto
però sono stati due, magari si sarà sbagliata
o vi avrà sommato i nipoti, chissà…
Il passante, la voleè, lo smash, che varietà
è uno show per la platea contrariata
prima o poi finirà, intanto un saluto
che è stato un addio, cerco ancora l’umano.
Corro un rischio da maschio, prendo il volante
mi gioco la faccia, ti chiedo dalla Spagna
è questo che vuoi? Una guerra del diavolo?
Burle da urlo, il tuorlo e l’albume nella frittata
di versi, siamo disconnessi, fessi da strada
commossi in catalessi, se ti dessi la mano
me la stringeresti? Per farla finita con l’idiota
commedia che recitiamo tra il divano
con le rotelle e il comodino di mogano
la dentiera da togliere di notte, il pastrano
sulla poltrona, qualcosa di strano
è successo, il piccione viaggiatore di Licata
ha twittato, ah nonno c’è l’hai un lucano?
Lì per lì non ho capito, pensavo alle Bermuda
poi la felicità mi ha assalito e s’è fermata.
