Disegno e ridisegno i contorni del tuo viso,
prima a mano libera e poi con il righello;
e mentre mi nutro con gocce di tristezza,
piango, prego, aspetto, sogno e spero.
Desidero mani che sfumino in terra e mare,
che portino nel pugno tutti i nostri ricordi,
ed un palmo che mai picchi triste sul tavolo
o rimandi al dolore di non saperlo più fare.
Desidero il tepore del letto e dell’alcool
come quando la volontà allenta la presa,
e ci si lascia cadere, dimentichi e assonnati.
Disegno ombre che provengono dal basso,
dal vago skyline di una città ormai fantasma;
che ricoprono di buio, prima col nero seppia
e poi col blu notte e con schizzi giallo limone,
lo sporco di un mondo dove si muore ancora.

Commenti
Scorrevole eppur pregna di sconforto ..
Buona serata e buona poesia Charlie ..
lo sconforto c'è tutto, hai ragione
la dipartita di un mio parente a cui volevo davvero tanto bene..
Ma ti dico di più. Sei stata così brava a sublimare il tuo dolore nelle poesie che ci regali, che nel mio percorso mi capita spesso di pensare a voi due. Un abbraccio.