Scorri il dito sulle labbra morsicate

a trattener quei baci strappati,

agghiaccianti le gesta narrate,

da petali di rosa porpora celate.

Con il far gentile di garbato adulatore

nascondesti l’anima di dannato seduttore.

Fredda è la rabbia che anima i tuoi gesti

scagliati ad imbrattare le sue vesti.

Ancora una volta e una volta ancora,

per quanto l’hai straziata… vigliacco predatore!

Quell’ innocente corpo più volte colpito,

quei seni tumefatti che hanno nutrito.

Perché non ricordi le carezze donate

quando la tua paura tuonava nel vuoto?

Perché non ricordi le mani piccine,

tese verso colei amorevole e cortese?

Ancora una volta, una volta ancora

le tue mani accanite a dare dolore.

Non c’è terra che possa ospitarti,

non c’è Dio che possa perdonarti,

il tuo vivere è un marchio infetto

ad onta di chi merita rispetto,

e ogni uomo che di tal nome si fregia

al sentir di te… sulla pace non si adagia.

Profilo Autore: Carlo P.  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 20-02-2020 17:24
Sono rimasta molto colpita da questa poesia l'avevo letta prima della fine del concorso e mi aveva toccata molto, bravo per il coraggio grazie e complimenti.
Carlo P.
+1 # Carlo P. 20-02-2020 22:30
Grazie mille Silvana

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