te lo direi adesso
che non ho il tempo
nemmeno un minuto
per bere un caffè.
lo so diresti che sono esagerato
e come al solito
non crederesti alle mie parole.
Ora ti dico improvvisando
che il tuo profumo mi manca tanto
sopratutto in quelle notti
che i ricordi vengono a cercarmi.
Se avessi il tempo come
i miei vent'anni
non è una scusa
ma è la verità.
Avevo i capelli
che parlavano al vento
ora non li ho più
e parlo da solo
in questo momento
quasi imperfetto
cerco di renderlo sicuro
con le parole.
Se avessi il tempo
sarei il tuo scoglio
per farti scrivere tante frasi d'amore.
Com'era bello sentire il profumo
con quel piccolo soffio
che filtrava dalle persiane
in quel momento io ero tuo
immortalato nel tuo respiro.
Ora non so
mi so mi sento sperduto
sarà che il vento è cambiato
oppure che tutto è passato.
se avessi il tempo
te lo direi davvero
come ho fatto quel giorno
bevendo un ginseng
era l'ultima volta
ma ancora ricordo
l'odore di miele
della tua pelle....
Il profumo dei ricordi
non vorrei ricordarlo
sentirlo addosso.
Vorrei dimenticare
mentre un altro ne arriva
a distendere l'aria
assottigliandola
come tovaglioli
di carta colorata
che rallegrano momenti
attorno ad un tavolo
impaziente di attendere
d'essere circondato
dalla benedizione
da una unione fraterna
veramente rispettosa
per cercare nella vita un equilibrio,
sognavo tra le stelle
di volare, vagare.....
anche tra le onde
nella sera,
aspettando quella
capinera,
cantava il mare
sulla scogliera
ricamata, consumata,
accarezzava la pagina
sfogliata,
aspetta quella luce
d'argento frastagliata,
su frammenti di
sabbia dorata,
con la musica del vento
dolcemente...cullata.
mezzo vuoto e mezzo pieno
quando la luce dimenticava l'alba
e cominciava a ricordarsi della sera.
Fu forse la brezza fine che non osò sollazzarmi
o una bibita sul tavolo col lacrimoso vetro
che ora nell'odòr di loro reminiscenza
sento quella incerta sospensione
che sa di paradiso ed inferno
nella mente mia purgatorio di tranquillità.
Ora m'accorgo dopo tanto tempo
di voi fiori che attorno vividi vidi sbocciare
con l'occhio non accecato dalla luce
e finalmente posso rammentare
il vostro effluvio d'alba fragrante
che dormiente non captai.
E voi insetti ancòr non sapevate
il fastidio che nottetempo m'avreste recato
mentre il vento alzava dolce la voce
accompagnato dall'orchestra del mare.
Vagano i miei pensieri ridestati
attorno un tavolo di plastica d'un bar
e mi scivolano sospirosi i ragionamenti
lungo una coppa di gelato sciolto
tra dita nolenti appiccicose
riabbracciate nostalgiche
a quell'irreale frangente pomeridiano
che ora stenta indolente a passare
impresso fermo in mentale fotografia
che sa di profumata magia.
deserta e deserta è la mia anima,
ora brucio come un filo d'erba
e sono calpestato privo di sogni.
Secche le mie labbra in un istante,
quel sole senza vita quasi spento,
non illumina più l’ombra tua.
Quel sorriso che ti dono ora è perché
ti amo ancora e non vale niente,
se non ricordi i sospiri che ti davo.
Ho ancora un cuore e finché esiste
la voglia di lottare lotto e amo, ricordi
i nostri sogni e il dolore di quando ci
donavamo senza pudore.
Forse in un giorno migliore saremmo
stati diversi, ora la notte passa lenta.
era solo una strada
erano solo le nostre cartelle
con i nostri libri
ed era solo una scuola
ed erano solo tappi sotto il portico
ed erano solo figurine
ed era solo tua madre
a chiamarti la sera
ed era solo un bosco
ed era solo un’infanzia...
Ed erano solo dei preti
ed era solo un oratorio
e loro erano solo Davide e Sandro
ed erano solo due
che dicevano messa
ed erano loro
ad averci salvato
ad avermi salvato...
Era solo un quartiere,
era solo una strada
ed erano solo case
intorno alle nostre case
ed era solo una sala giochi
ed era solo Eroina
ed era solo tua madre
che ti cercava disperata
ed era solo una pozza d’acqua
ed erano solo girini
ed erano solo lucciole
a brillare la sera
ed erano solo risa
ed erano solo parole
quelle che già scrivevi
ed erano solo sogni
ed erano solo lacrime
ed erano solo paure
ed erano solo parole
al vento...
Ed era solo una madre
ed era solo un padre
ed era solo una stanza,
vuota,
ed era solo una casa vuota
una casa in una strada,
una strada in un quartiere
che era solo un quartiere
ed era solo un’infanzia
ed erano solo case
intorno alle nostre case
a soffocarci
ed è stata,
solo,
un’infanzia
in una strada
che era solo una strada
di un quartiere
che è solo un quartiere...
Intenso profumo
virgola di un pensiero
sciolto al sole
dentro quella goccia
chiude dentro se'
la fragranza
di un pomeriggio d'estate
consumato
nella gioia dell'amore
conservato
in questo oceano che ' la vita.
con prepotenza.
Forte è il vento dei ricordi,
e mi lascio andare
a questo freddo
che veste
queste mie ossa stanche.
Ora che riscrivo i giorni
con la memoria
per riviverti sulla pelle.
Stringimi ancora più forte,
che ho paura ... del dolore!
Lacrime asciutte,
come sabbia dentro agli occhi
e i denti stretti in una morsa.
Ti abbracciavo per non cadere
e darti quella forza
che non avevo,
e il buio si faceva strada.
mia poesia
seduta ai bordi del mare.
Ascolto le onde schiumose
che s'infrangono
improvvise e impetuose.
La brezza è una carezza
che sfiora i miei capelli
l'acqua è uno sciabordio
dei miei ricordi
e risuona arcana la risacca,
profuma di salsedine
poi avanza
come un lenzuolo bianco e sfrangiato,
poi un arco accavallato,
mi desta.
Rannuvolato è il cielo!
Ed io respiro adagio
un fremito di mare.
e qualcuno che si rincorreva.
"Io tocco ferro e non mi puoi pigliare" .
Cerchi col gesso, atlante sull'asfalto
il mondo chiama e tu devi accettare.
I gradini come palco o banchi
"Indovina indovinello, chi sarà?".
E chi sbagliava faceva penitenza:
quattro giri intorno al fontanone
che chiudeva lo spazio consentito
ed apriva le porte ai nostri sogni.
La conta eleggeva la regina del castello
e ogni tanto una mamma alla finestra
sorrideva per i passi da gigante.
Poi, trepidanti dietro ad un portone
speravamo nella liberazione
"Tana liberatutti!"... e tutti a casa.







