Lo stupore di un mattino
di bagliori e vento
mi sorprende a fissare
orizzonti d’ignoto
che vorrei attraversare
per raggiungere
l’altrove
di assenze
che chiamarmi
ancora sento
ad alta voce.
E la parola frantuma
nell’eco che produce
e musica riannoda
le fibra ad un pensiero
che rotola in vortice di vuoto
planando su un presente
che non dimentica ...
il gelsomino in fiore,
l’oro dei limoni,
il profumo dolce
di mimosa, zagara, ginestra,
di lavanda nei cassetti
e sotto il glicine …
i canti.
Le nostre soste
in riva al mare,
le nostre scampagnate
rare,
i nostri discorsi …
tra i papaveri nel grano.
