Lo stupore di un mattino

di bagliori e vento

mi sorprende a fissare

orizzonti d’ignoto

che vorrei attraversare

per raggiungere

l’altrove

di assenze

che chiamarmi

ancora sento

ad alta voce.

E la parola frantuma

nell’eco che produce

e musica riannoda

le fibra ad un pensiero

che rotola in vortice di vuoto

planando su un presente

che non dimentica ... 

il gelsomino in fiore,

l’oro dei limoni,

il profumo dolce

di mimosa, zagara, ginestra,

di lavanda nei cassetti

e sotto il glicine …

i canti.

Le nostre soste

in riva al mare,

le nostre scampagnate

rare,

i nostri discorsi …

tra i papaveri nel grano.

Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

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