Stringi ancora in mano un bocciolo di rosa selvatica
come se all’interno vi dimorasse il segreto della vita,
e lo difendi dalla ruggine, dai coleotteri, gli imenotteri,
dalla maculatura e dalla cocciniglia.
Il tuo palmo soffice, profumato e pallido,
segnato dal battito spontaneo di un amore assonnato,
non vuole i merletti della Great Maiden’s Blush’,
ma il rosso vivo delle coccole di Rosa Canina.
Sei così tu: un olio essenziale, il tannino,
l’indipendenza, la poesia, la regina dei fiori;
e io ti respiro con gli occhi socchiusi,
rapito dalla chimica delle tue guance assolate,
dalla brina che evapora sui tuoi petali chiari.
Non c’è più tempo, piccola mia, la vita fugge
ed io amo la tua mano che scalda i miei sogni,
amo la tua inafferrabilità,
e aspetto i tuoi frutti carnosi e glabri.
Aspetto la pioggia, aspetto il sole,
l’entropia irreversibile del nostro connubio:
come parole scritte su di un vetro appannato,
come pensieri che il sole restituirà al vento.

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