Ambiguità: A me interessano i beni materiali credo che la sincerità l'amore non abbiano alcun valore e se si manipolizza un essere che importanza ha? In fondo sono i soldi che contano, l'apparenza il farsi veder belli quando si è sicuri convinti di quello che si fa, di cosa preoccuparsi? E comunque non sono io che debba preoccuparmi. La trasparenza deve guardarsi e se cade ai miei piedi senza guardarmi come sono veramente ma come vorrebbe non devo dare conto a lei o sentirmi in colpa, io mi sento nel giusto e lei è solamente una sprovveduta
Trasparenza: Quel male m'era già venuto, ricordo quando mi trovavo in una casa al mare. Un dolore intenso mi opprimeva e tu sapevi e guardandomi ti accorgesti che si stava allontanando da me ma non era per sempre si ripresentò. Nessuno seppe dirmi di che entità fosse. Era una sintomatologia, non una malattia. Comunque mi dissero che sarebbe passato avevo bisogno di serenità. Pensai a quello che desideravo di più, sentirmi amata sinceramente e che potesse guarire quelle fitte forti appesantite dai miei stringimenti. Buttai tutto alle spalle e proseguii ascoltando soltanto il mio cuore ma capii che avrei dovuto seguire di più, la ragione che mi avrebbe sostenuta, tutelandomi da ulteriori complicazioni meno problemi si sarebbero presentati senza che nessuno, interferisse
cosa è il dolore?
Il pugno che ricevi dal tuo nemico?
I sussurri nella tua mente che giorno dopo giorno ti atterriscono?
Il dolore forgia il tuo animo, lo rende forte, ma mai abbastanza forte da non provare più tale sensazione.
Ti allontana dalle situazioni, ti fa nascondere, è un riflesso spontaneo, per nostra natura ci allontaniamo dalla sorgente che ci provoca dolore per poi guardarla negli occhi e dire “adesso non mi fai più male”. Ovviamente questo richiede tempo che varia a seconda dell’intensità e della sensibilità del soggetto, ma puoi starne certo, il momento arriva e quando accadrà tu hai imparato qualcosa di nuovo su di te e su chi ti circonda. Chi non prova dolore non è umano, chi ne prova troppo invece viene soggiogato; allora in che misura va provato dolore? Nessuna strana equazione potrà darci la risposta, ma una cosa è certa, soltanto chi ha provato il dolore potrà individuare se stesso, dal momento che per quanta gente noi possiamo avere al nostro fianco, dal dolore non si evade soltanto con l’aiuto degli altri, ma è soprattutto grazie a te, se sei riuscito a risalire dal baratro nel quale eri piombato.
“Mi auguro che la tua sia una vita felice”
Frase che molti vorrebbero sentirsi dire, ma davvero è questo quello che desideri? Dal dolore nasce qualcosa in te che ti rende unico e se riesci a dargli voce, nel dolore così puoi trovare la pace che tanto bramavi. La bellezza non la si scorge unicamente nei sorrisi ma anche nel pianto più disperato, nelle onde del mare che si increspano durante il plenilunio, nel sole che risplende, ma anche quando è coperto dalle nuvole e gocce di pioggia cadono lievemente nella tua fronte mentre levi lo sguardo al cielo.
Ho parlato di amicizia e di amore fino ad ora, ma adesso eccomi ad esplorare la condizione praticamente opposta, che sicuramente riguarda un discreto numero di persone: la solitudine.
Quante persone a questo mondo sono sole? Non mi riferisco necessariamente a chi è single, ma a chi si sente solo pur circondato da una folla di parenti, conoscenti e presunti amici. Praticamente tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli. Per alcuni di noi è uno stato duraturo e ricorrente, per altri raro e passeggero. Si può, a volte, ricercare la solitudine per riprendersi dallo stress della vita quotidiana e rilassarsi un po', e per avere modo di riflettere nella giusta tranquillità, ma questa non può definirsi vera solitudine.
C'è anche chi è talmente preso dal proprio lavoro o dalle proprie passioni, da non sentire il bisogno di amicizie o di legami familiari, ma se non si soffre per la solitudine, allora per queste persone va bene così.
La solitudine in fondo, non è che uno stato d'animo: si è soli quando ci si sente davvero soli, indipendentemente dal fatto di trovarsi in compagnia di altre persone o meno. Si può benissimo non sentire il senso di solitudine anche quando si è completamente soli.
Possono essere tante le ragioni della solitudine: da quelle puramente genetiche (un carattere particolarmente introverso) al modo in cui si è cresciuti, alle esperienze negative avute nel corso della vita, alle scelte fatte, e a volte anche la sfortuna (e qui qualcuno non sarà d'accordo, immagino!).
Ci può essere chi, pur avendo una famiglia, soffre lo stesso di solitudine perché a volte purtroppo neanche i familiari colmano quel vuoto interiore: essi non comprendono pienamente il nostro mondo interiore e ne restano fuori, fermi al confine, si vorrebbe con tutto il cuore farli entrare, ma è come se ci fosse un blocco, un invisibile muro che impedisce l'entrata.
Spesso le persone particolarmente intelligenti, riflessive e sensibili, dotate di una fervida immaginazione, possono avere maggiori problemi di socializzazione e difficoltà nello stabilire relazioni duratore e profonde con gli altri. Questo avviene perché non si trova la giusta corrispondenza negli altri, la giusta "sintonia": si è circondati in molti casi da persone dalla mente molto più semplice, con cui non si possono fare discorsi o ragionamenti particolarmente impegnativi.
La solitudine è terribile e dolce al tempo stesso: è come lasciarsi andare in un mare tiepido le cui onde accarezzano e cullano, ma in cui si rischia anche di annegare! Si aspetta la famosa "ancora di salvezza", una mano amica a cui aggrapparsi per salvarsi dalle acque! Ora molti lettori diranno che non si deve aspettare passivamente, ma ci si deve impegnare per risolvere il problema, e sono sostanzialmente d'accordo, anche se a volte non è per niente facile: la depressione che la solitudine può portare, può essere molto forte e invalidante, e si può anche soccombere a volte, senza il giusto aiuto.
Qualche volta invece la solitudine è una scelta di vita: pensiamo agli eremiti ad esempio, che scelgono di vivere da soli in luoghi isolati, per dedicarsi ad un'esistenza dedita alla natura, alla meditazione e ovviamente alla solitudine.
Ci può essere anche il misantropo che odia tutti, probabilmente a causa di una profonda sofferenza vissuta in età infantile o adolescenziale, di qualche trauma avuto, che a volte non si ricorda neanche più.
Qualche volta, se si è stati traditi o delusi in modo atroce da un amore e da un amico, la reazione può essere talmente forte da portare ad isolarsi il più possibile, per evitare frequentazioni che potrebbero portare a nuove sofferenze.
C'è inoltre il rischio (o la possibilità, dipende da come la si vede!) di abituarsi ad essere soli e non riuscire più a stabilire un dialogo con gli altri, limitandosi ai contatti strettamente necessari, che possono avvenire per lavoro, nei negozi, dal medico, e così via, restando sempre distaccati e limitandosi a poche, necessarie parole.
Può anche esserci un'eccessiva timidezza che blocca i tentativi di crearsi una compagnia, e in questi casi la sofferenza è tanta, ma tanta davvero...
La realtà è che in questo mondo siamo tutti collegati e tutti isolati al tempo stesso: ognuno è in fondo solo con se stesso, nella gioia, nella malattia, nella sofferenza, nel momento di morire, sempre! Questo perché le sensazioni che una persona prova sono sempre soggettive, appartengono a lei e a nessun altro. Ogni singolo individuo deve vivere la propria vita, nessuno può vivere al nostro posto, per quanto possa amarci e starci vicino: siamo soli con noi stessi dal concepimento fino alla morte. Vero è che la compagnia di un amico sincero, la stretta della sua mano, il suo sorriso incoraggiante, possono fare miracoli nel sostenere una persona in un momento particolarmente difficile, e rendere la vita più gioiosa, per cui concludo con l'augurio a tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo per la solitudine, di trovare qualcuno che rompa finalmente questo stato di tristezza e isolamento.



