Aspetto Elena.
Non so più da che parte deve arrivare.
Sono due ore che l’aspetto, che aspetto lei e un tizio.
Poi- chiuso, abbiamo detto.
E’ stato tanto tempo fa.
E’ tardi.
A tratti mi appisolo,
chiudo gli occhi dietro gli occhiali scuri.
La risata di una ragazza mi riporta nel bar
e non so più se è giorno se è notte,
dove sono, che aspetto.
Aspetto Elena, ecco, un dolore qui nel petto
me l’ha fatto ricordare.
Guardo la mia faccia riflessa negli specchi del locale,
cerco di raddrizzarmi.
Lancio un’occhiata anche al barista: parla all'orecchio di una fighetta del negozio accanto.
Ho un sorriso per loro, mi s’incolla sul viso come un ghigno,
è invidia, nostalgia,
il ricordo di una vita che non m’interessa,
che non sarei più in grado di sostenere.
Finalmente almeno il tipo arriva.
Si siede, faccia stravolta, borbotta qualcosa.
C’è uno scambio veloce, mi infila un qualcosa nel taschino
sparisce in un baleno.
Mi tasto la giacca per controllare, fosse stata una visione!
Ora schizzo fuori come un fulmine,
con Elena senza Elena, non importa,
l’importante è finire, chi l’ha detto? Non ricordo …
Mi guardo intorno .
Una morsa improvvisa allo stomaco, traballo
giro gli occhi alla ricerca del cesso,
devo vomitare sciacquarmi il viso
e uscire da quest’inferno.
Ma non ne usciremo Elena, non ne usciremo…
- Elena, ho passato una giornata di merda oggi in quel bar-
Lei mi accalappia con la sua sciarpa azzurra e sorride come nella pubblicità.
- Elena, stringimi, ti prego, senti il mio cuore come batte?
Baciami, Elena, facciamo l‘amore come un tempo, Elena, Elena…-
Lontano qualcuno sta buttando giù la porta del bagno.
Non so più da che parte deve arrivare.
Sono due ore che l’aspetto, che aspetto lei e un tizio.
Poi- chiuso, abbiamo detto.
E’ stato tanto tempo fa.
E’ tardi.
A tratti mi appisolo,
chiudo gli occhi dietro gli occhiali scuri.
La risata di una ragazza mi riporta nel bar
e non so più se è giorno se è notte,
dove sono, che aspetto.
Aspetto Elena, ecco, un dolore qui nel petto
me l’ha fatto ricordare.
Guardo la mia faccia riflessa negli specchi del locale,
cerco di raddrizzarmi.
Lancio un’occhiata anche al barista: parla all'orecchio di una fighetta del negozio accanto.
Ho un sorriso per loro, mi s’incolla sul viso come un ghigno,
è invidia, nostalgia,
il ricordo di una vita che non m’interessa,
che non sarei più in grado di sostenere.
Finalmente almeno il tipo arriva.
Si siede, faccia stravolta, borbotta qualcosa.
C’è uno scambio veloce, mi infila un qualcosa nel taschino
sparisce in un baleno.
Mi tasto la giacca per controllare, fosse stata una visione!
Ora schizzo fuori come un fulmine,
con Elena senza Elena, non importa,
l’importante è finire, chi l’ha detto? Non ricordo …
Mi guardo intorno .
Una morsa improvvisa allo stomaco, traballo
giro gli occhi alla ricerca del cesso,
devo vomitare sciacquarmi il viso
e uscire da quest’inferno.
Ma non ne usciremo Elena, non ne usciremo…
- Elena, ho passato una giornata di merda oggi in quel bar-
Lei mi accalappia con la sua sciarpa azzurra e sorride come nella pubblicità.
- Elena, stringimi, ti prego, senti il mio cuore come batte?
Baciami, Elena, facciamo l‘amore come un tempo, Elena, Elena…-
Lontano qualcuno sta buttando giù la porta del bagno.

Commenti
niente... grazie ancora e ciao