Grande festa stasera
dopo il funerale
è morto il poeta da poche ore
e noi abbiamo già pianto abbastanza.
Gli amici portano un pensiero,
vino sfuso a fiumi
e polveri magiche per perdere il senno:
è la notte del delirio.
Ma non siamo mai
"noi" , noi
e stasera non è il caso,
c’è da tirar fuori il meglio
dell’orrore per dimostrare
che siamo vivi
e cattivi,
per trascinare questa notte oltre l’alba
e murarla urlante
nei nostri cuori.
Grande festa, davvero…

Commenti
Un saluto
Quello contemplativo di stelle e scenari magnifici o che racconta del suo guscio chiuso all'altro,
sempre davanti allo specchio delle vanità ma non quello che si immerge nella realtà di tutti i giorni per dire la sua.
Se di fronte a noi c'è un mondo in cui regna sovrana la mercificazione di ogni cosa allora il poeta ha il compito di rappresentare la sovranità della parola libera, irriducibile a serva. Questo credo. Ottima poesia comunque. ciao