Racconto Riflessivo - Emozionale

( Breve racconto in 4 parti )


PREFAZIONE
La storia si svolge in una sala convegni durante la presentazione di un libro.
La narrazione, in prima persona, si sviluppa attraverso un costante confronto, tra la razionalità scientifica e l’emotività, che il relatore intreccia con il vissuto personale e la storia che racconta.

PROLOGO 

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Benvenuti. 
Sono il professor Dave Roland. 
Come molti sanno studio psicologia e i fenomeni ad essa associati.
Oggi, ho il piacere di presentarvi il mio ultimo lavoro.
Prima di iniziare però devo fare una breve premessa:
Le emozioni sono il fulcro di questa storia e sono scientificamente definite come uno stato complesso di sentimenti che si traducono in cambiamenti fisici e psicologici che influenzano il pensiero e il comportamento.
L’emotività è la capacità di reagire a una serie di stimoli psicologici ed è subordinata al temperamento, alla personalità, all’umore e alla motivazione soggettiva.

Seguitemi con attenzione perché sto per raccontarvi una storia sensazionale che sconvolge da qualche tempo la mia vita.
–  Parte I  –
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Oltre la vita

Ogni tanto, soprattutto in certi momenti sono solito fare passeggiate solitarie per raccogliere le mie riflessioni.
Un giorno, mi trovavo per lavoro in un paese Castel di Torre a confine tra la Puglia e il Molise, passeggiando tra le viuzze del borgo antico, assorto nei miei pensieri, non volendo mi trovai in una piazza che doveva essere la corte antistante l’austero castello che dominava il borgo antico. Sul lato nord era visibile un piccolo parco, era molto grazioso e ben curato con le aiuole fiorite.

Il silenzio, i colori, i profumi sembrava quasi un luogo di mestizia.
Infatti, alzando lo sguardo rimasi attratto da un monumento, che sembrava una tomba.
Mi soffermai a leggere l’epitaffio e scoprii che era in memoria di Amina “Giovane e bella . . .”, “vagò inconsolabile . . .”, non si leggeva completamente.

C’è da dire che sono normalmente curioso, fantasioso, ed emotivo e così mentre fantasticavo la sua possibile storia, triste nella mia visione, forse per il luogo o il mio stato d’animo la mia emotività bagnò i miei occhi e per distogliermi continuai lungo i vialetti immerso nelle mie riflessioni.
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Passo dopo passo, il parco era piuttosto piccolo e mi ritrovai allo stesso posto.
Vidi davanti al monumento una figura in trasparenza.
Sembrava che mi guardasse quasi mi volesse salutare accennando un sorriso.
Rimasi sgomento e mentre incuriosito mi avvicinavo sentii che quella appariscenza capelli lunghi, occhi penetranti diceva:
“Ti ringrazio per le tue lacrime ma non devi piangere”.
Sconcertato presi frettolosamente la strada dell’uscita e appena fuori attraverso il cancelletto, volgendo timoroso lo sguardo, mi sembrò di vedere la giovine che accennava un saluto con la mano.

Come avrete già capito sono di carattere emotivo e sensibile ma la razionalità predomina, per cui alcune note scientifiche sicuramente daranno una visione più chiara di quello che sto raccontando.
Nel 1988 la U.S. National Academy of Sciences pubblicò un rapporto che concludeva: "Non c'è alcuna giustificazione scientifica emersa dalle ricerche condotte, in oltre 130 anni, circa l'esistenza di fenomeni paranormali"

Però, io sfido chiunque a riflettere sul fatto che:
Nel silenzio dell’oscurità anche il più lieve sospiro può far oltrepassare il sottile confine che delimita la realtà dall’immaginazione.

Comunque quell’evento, oltre allo sconcerto per l’apparizione, aveva suscitato in me una grande curiosità tanto da ritornarci il giorno dopo, e il giorno dopo ancora.
Lessi e rilessi l’epitaffio.
Mi sforzai di capire gli avvenimenti e feci ricerche. Dopo tante notizie raccolte tra libri antichi e racconti tramandati, grazie a una serie di documenti storici custoditi nella biblioteca del luogo, venni a conoscenza della storia di una certa Amina.

* * *
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Amina

Amina, bella, giovane con gli occhi azzurri e capelli scuri, era stata data in sposa al Conte Colangelo da Gambatesa, ricco e potente signore, feudatario dei territori del Duca di Sangro.
Però come spesso accadeva non era innamorata ma vittima di accordi e costrizioni.
Il Conte era geloso per la bellezza e la vitalità della giovane sposa e per questo era spesso burbero, sgarbato e prepotente.
Il matrimonio aveva reso la giovane molto triste e malinconica, ma un bel giorno conobbe un affascinante cavaliere, Riccardo, e ritrovò la felicità tra le sue braccia.
Tra i due scoppiò un amore sincero, romantico e passionale.
La felicità durò poco,
Amina viene tradita dal frate del castello che nel suo falso bigottismo era solito carpire i segreti dei suoi fedeli, anche tra il sacro legno del confessionale, per poi cercarne vantaggi e simpatie dal padrone a cui rivelò il tradimento.
Venuto a conoscenza della relazione il marito fece rinchiudere Amina in una cella dei sotterranei del castello, al buio e tenuta a pane e acqua.
In preda alla disperazione la povera giovine presa dallo sconforto, vittima della tristezza si lasciò morire di stenti.

Da allora il suo spirito vaga inconsolabile.

Si dice che il fantasma di Amina apparirebbe ancora, con indosso un vestito grigio chiaro, il viso ben riconoscibile nella sua giovinezza ed i capelli lunghi e neri e i suoi occhi sarebbero di un azzurro penetrante.

Note: Le storie di fantasmi, attraggono da sempre la fantasia umana, grazie al fascino e al mistero con i quali arricchiscono l’immaginario di racconti drammatici con oscure presenze che vagano inquiete per l’eternità, rimanendone come tragico eco.
Secondo alcune teorie e molta letteratura, i fantasmi sono residui spirituali di persone defunte particolarmente provate e legate al luogo, alle persone e alle cause che ne hanno provocato la morte, o anche anime bloccate tra due piani di esistenza.
Christopher French - professore di psicologia e anomalistica all’Università di Londra parla di un'evidente prova del fatto che il livello mentale dell'organismo sia assolutamente in un altro piano rispetto a quello fisico, lasciando intendere che questa possa essere una "prova" di una vita "oltre la vita". MedBunker - Le scomode verità: OBE: fuori dal corpo .
La comunità psico-scientifica afferma che: “I due più potenti fattori psicologici implicati nelle fantasie sono il contesto e la convinzione”, ciò significa, semplicemente, che se una persona si aspetta che un posto sia infestato da fantasmi, allora molto probabilmente crederà di vedere qualcosa.
Quindi, la scienza a quanto pare non certifica questi fenomeni se non come frutto psico-emozionale.
Le ricerche
Durante le ricerche, con qualche difficoltà, sono riuscito ad avere accesso alla conservatoria del Convento che si trovava non molto lontano, proprio lì su un picco difronte, posto sull’antica 'Sacra via Langobardorum'.[1]
Tra i documenti antichi, conservati abbastanza bene, trovai i registri dei decessi.[2] Mi soffermai incuriosito su alcune annotazioni.
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Poi grazie ad alcune conoscenze sono riuscito consultare anche gli archivi segreti che erano conservati separatamente in quanto contenevano studi e sperimentazioni di pratiche paranormali.
Il luogo di conservazione mi causava una certa suggestione, si trovava in un’ala isolata del convento e sembrava fosse su un livello intermedio tra i sotterranei e il piano terra. Si accedeva tramite una scricchiolante scala a chiocciola in legno stagionato e la porta d’ingresso dava più l’idea di un forziere che di un accesso ad una libreria.
La ricerca, comunque, fu proficua in quanto trovai delle corrispondenze, alle annotazioni sospette, in cui si raccontava di un certo Riccardo da Larino, capitano impavido e coraggioso, vissuto nella stessa epoca di Amina, che piangeva e si struggeva inconsolabilmente a seguito di pene d’amore, e di un fraticello, fra Felice, che sembrava avesse perso il senno dopo una visione.
Queste vicende erano datate all’incirca con 150 anni di differenza una dall’altra, quella di Riccardo inizi settecento e quella di fra Felice seconda metà ottocento, ma ciò che mi incuriosiva era la percezione di un legame tra i due personaggi che ancora adesso mi sfugge.
* * * 

Ma torniamo alla storia.


Fine Parte I 

_____________________________

[1] Dopo le crociate la spiritualità cristiana si intensificò e il pellegrinaggio fu considerato la forma più alta di espiazione in quanto il percorso era molto duro. La Sacra via Langobardorum era un tracciato di raccordo tra Europa e la Terra Santa e i pellegrini dovevano compiere almeno una visita di un luogo sacro. Sul tragitto c’erano conventi disponibili all’asilo.
[2] Come ancora oggi, i frati usavano registrare le nascite (battesimi) e le morti (funerali), e a quei tempi, in cambio di qualche oncia di grano si occupavano anche di sepolture oltre a messe a suffragio e preghiere per i defunti. Altro interesse era la conservazione di documenti storici e religiosi di ogni genere, erano una specie di musei conservativi.

 

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Profilo Autore: Toni Zito  

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