E' vero che si piange per niente,quando in un bel momento tutto quello che hai messo nella tua carne e nella tua mente evapora condensandosi lentamente come il ricordo sfumato di un bel sogno.
Ma è anche vero che la tua coscienza quando sogna si comporta come un attore
e in quella notte dovrai essere buono o cattivo,coraggioso o vigliacco.
Dovrai vedere quello che non volevi,avere e perdere tutto.
Per non parlare dei sogni dimenticati,quelli in cui sai che è successo qualcosa di epico ma non te lo ricordi.Si,ti passa un brivido mentre sei davanti allo specchio o ti allacci le scarpe ma è solo un bisbiglio che si porta via il vento.

Questo però è un racconto masterizzato cioè scritto per essere sognato,poiche solo con il sogno (e quindi distaccato dalla propria vita reale) puoi entrare nelle emozioni e nella testa di altre persone.Perchè nella veglia la ragione,per il tuo bene,ti impedisce di allontanarti dai confini del tuo conosciuto.

IL SOGNO

Dopo 60 km di autobus erano arrivati.

Una suora e un bambino si tenevano per mano passeggiando tra le giostre,come fossero madre e figlio,e in effetti lo sembravano davvero perchè Lei era in borghese con un vestito chiaro.
Quando trovava qualcosa che gli piacesse il piccolo la fermava e alzava il braccio,lei faceva il biglietto e lo accompagnava per l'inizio della sua avventura,e come una vera mamma quando svolazzava su quelle macchine con una mano lo salutava e con l'altra si teneva il cuore.
Erano passate le dodici quando si rimisero in cammino.Dopo una curva all'improvviso l'orizzonte fu tutto azzurro.Si fermarono.
Lei lo guardò ed esclamò: -Ti presento il mare -.
Lo scriccioletto col costumino partiva e ritornava dalla donna saltando e gridando: -E' Bello.E' Bello ! -Per poi riavvicinarsi alle onde che battevano la spiaggia.Quando fu sazio dei suoi giochi gli si sdraiò accanto con la testa sul suo petto e gli occhi nei suoi.Il riso sfrenato si ammorbidì in un sorriso di felicità mai provata.

Puo sembrare strano ma quando si hanno cinque anni un giorno da figlio è la cosa più preziosa che si puo chiedere,e lui le aveva chiesto di essere sua madre non una suora.
Lei aveva capito che quella promessa era da mantenere,anche se le sue braccia nude,le gambe e i capelli accarezzati dal vento le sembravano un salto nel vuoto nel suo spirito la gioa di essere una madre per un giorno le aveva reso più serena quella forzatura.

Ma intanto per far si che non se ne scordasse quella stessa mattina il bimbo si era arrampicato su una sedia sotto la finestra del suo ufficio mimando con l'indice e il medio una camminata scatenandole così una gioiosa risata.Mentre t
utti e due ridevano,divisi dal vetro,le due suore nella stanza che le avevano chiesto udienza e impossibilitate a vedere fuori pensavano che forse di lì a poco si sarebbe reso disponibile un posto da Madre Superiora.

E' quasi giorno e il sogno o gli anni sono giunti lontano.

Lo scriccioleto di un tempo teneva per mano sua moglie,la suora un bambino.

La donna aprì le braccia e il piccolo lasciando la mano della Madre Superiora le corse incontro.Anche Lui,dopo un sorriso e una carezza se lo prese in braccio e con la voce rotta dalla commozione gli chiese ad alta voce - Andiamo al Mare ? - mentre la sua Mamma per un giorno stava allontanandosi con le sue lacrime.
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Profilo Autore: Luciano  

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Commenti  

Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 27-10-2017 17:20
Di un commovente pazzesco...anche perché ho conosciuto una suora che ha fatto da mamma a un bimbo per due anni e poi è stato adottato...mi hai fatto rivedere tante cose bravissimo un saluto

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