La collina dei lunghi fucili era lì, davanti a lui, come sempre immobile nel percorso della storia; storia di un dì che non ricordo, ma ben visibile nelle mie memorie, quella di un giovane che, come tanti, all'alba era già sveglio per un nuovo giorno.                                                                                                                                                Cuore di giovane, immerso nei propri sogni, nel ricordo di un amore lasciato a casa per un ideale di libertà, pronto, con l’orgoglio in mano, a combattere per ideali altrui, ma, nella sua mente, in quel momento, c’erano soltanto le dolcezze del suo amore per lei, che amava immensamente. Non pensava alla battaglia che lo stava aspettando, non sapeva se quel giorno sarebbe stato un giorno di gloria!                                                                                                                                                                                 Lui, non pensava ciò! Non sapeva che chi avrebbe dovuto affrontare sarebbe stato un altro ragazzo come lui, che, probabilmente, condivideva gli stessi suoi pensieri e non faceva che pensare al proprio amore lontano, alla sua stessa stregua.                                                                                                                                         Memorie confuse turbavano le percezioni di una vita non ancora vissuta.                                                                               I suoi ricordi non erano molti, soltanto quelli di un giovane ancora inesperto, un ragazzo che non sapeva nulla della vita, tuttavia riponeva tutta la sua fiducia in ciò che gli avevano insegnato a credere.                                                                                                                                                                                                       Nella cronaca della storia, quello avrebbe potuto essere un giorno come tanti, di cui il ricordo non si sarebbe soffermato in alcuna memoria, ma non per lui!                                                                                                Si trattava di un giorno speciale, anche se, purtroppo, non avrebbe avuto la gioiosa opportunità di festeggiarlo, così lontano: era il compleanno di lei, il compimento dei suoi 18 anni e, sfortunatamente, avrebbe vissuto la vicinanza di lei solamente come in un sogno, in modo da poterle esternare la totalità del suo amore, almeno idealmente, un amore tanto grande da condurlo a donarle la sua vita.                                                                                                                                                                              Quanti ragazzi stavano crescendo in fretta, troppo, per la loro età adolescenziale, attesi da un vero campo di battaglia, non simulato, come quando erano bambini, dove si affrontavano per gioco, cadendo a terra e morendo, per poi rialzarsi e ripartire a correre più veloci di prima. Distanti dalla fantasia, avrebbero messo il loro destino in mano alla sorte che li attendeva, dove l’odore della polvere da sparo e quello del sangue si sarebbero mescolati in un unico acre odore di morte.                                                                                                                                                                                                      Ma come avrebbe potuto, un giovane, pensare alla guerra, quando il suo cuore stava palpitando unicamente d’amore, un ragazzo pieno d’ardore, con tanta voglia di vivere?                                                                                                           Nella sua mente solo un grido echeggiava” Amore, amore” e più pensava al suo amore, più sentiva scoppiare il proprio cuore.                                                                                                                                                               I suoi occhi non vedevano più niente e le sue orecchie non udivano più, sembrava che tutto quello che stava osservando e sentendo stesse svanendo nel nulla e che la realtà fosse solo un sogno, un incubo angosciante, dal quale s'allontanava, rifugiandosi nella fattoria di famiglia, a poche miglia fuori il paese, ad ascoltare la voce della mamma, che lo chiamava, in un mattino qualunque,  mentre, per tutta la casa, si espandeva quella tipica fragranza della colazione. Con un balzo e in tutta fretta, giù dal letto, la prima colazione e, di seguito, con il padre, a lavorare per tutta la giornata nella fattoria, occupazione che scandiva la sua giovane vita. Poi c’era la sera e c'erano gli amici, il sabato sera, la festa, nella piazza del paese, dove si ballava e là, con Ann, s’incontrava, bella come i fiori che risplendevano al sole della prateria. Mille corse fatte insieme a lei, per poi rincorrersi tra i prati e, sfiniti, cadere a terra, tenendosi mano nella mano e rimanendo a guardare le stelle nel cielo, ricordando quel primo bacio così intenso e mai dimenticato:                                                                                                                                                                                        -Dolce e bella Ann - le sussurrava -Sei nata per me, la nostra storia continuerà per la vita e non ci sarà mai nulla che la possa stravolgere, perché il nostro amore è infinito come il cielo.  Gli squilli di tromba, improvvisi, ridestarono la sua attenzione e fu allora che prese atto della sua illusione.                                                                                                                                                               Trovandosi catapultato in quell'assurda atmosfera, si rese conto che tutto intorno a lui si muoveva forsennatamente, in un gran baccano, stavano per partire in marcia, armati di un fucile, il campo di battaglia non era lontano.                                                                                                                                                      I due schieramenti avversari si trovavano l'uno di fronte all’altro, soldato grigio e soldato blu, ma , in effetti, si palesava solo molta, troppa gioventù.                                                                                                                                              Urla e grida proclamarono l'inizio della battaglia.                                                                                                    Sparò, senza mirare, perché non intendeva uccidere un proprio simile ma, di contro, la pallottola che centrò il suo cuore era partita dall'arma di chi non aveva appoggiato la sua intenzione e, mentre la sua vita se ne andava, un foglio, che stringeva nel proprio pugno, assieme alla canna del fucile, volava via, con la sua anima.                                                                                                                                                                                                     Quel foglietto mi è capitato fra le mani, pertanto ho voluto raccontarvi questa storia, quella di un ragazzo che aveva dedicato questa poesia, al suo giovane amore lontano:

Ciao, mio piccolo amore,

com'eri bella quel giorno che ti ho conosciuta.

Scusami ancora se quel giorno, per nascondere la mia timidezza,

sorridevo e restavo li fermo, ad ammirare la tua bellezza,

perdendomi nei tuoi occhi colore del mare.

Mentre parlavi, gesticolavi con le mani,

facendo si che s’incontrassero con le mie,

allontanando quella distanza che c’era tra noi,

mentre i tuoi lunghi capelli biondi ondeggiavano,

come il grano mosso dal vento, prima di essere mietuto

e una lieve brezza disperdeva                                                                                                                                                               

il tuo profumo di freschezza d’acerba ragazzina.

Sì, mio giovane primo amore.

Tu sei entrata nella mia vita,

strappandomi il cuore dalle radici,

facendomi innamorare follemente di te.

L’aria oggi profuma di te, nei mie ricordi

e la mia mente ti sta pensando, mio giovane innocente amore,

un amore fatto dai sogni di due ragazzini

che pensavano di vivere insieme, per l’eternità.

Solo questo ora è rimasto di te, giovane eroe, solo un sogno e un breve attimo di vita volato via, che nessun libro racconterà mai.                                                                                                                                                                                           La storia della collina dei lunghi fucili, la storia di un'esistenza che non avrebbe voluto morire.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.