Quando chiuse la porta dietro sé quel pomeriggio piovoso, non si udì il solito fruscìo dovuto allo sfregamento dell'anta contro il pavimento oramai scesa troppo in basso a causa del suo stesso peso. Quella mattina Luca, ebbe molta attenzione; così, con le scarpe ancora in mano, sollevò con il braccio sinistro l'anta della porta, quel tanto, giusto che il rumore non si udì per nulla. Posò le scarpe delicatamente sul gradino umido che era, e le calzò: preferì insomma bagnarsi i calzini nell'uscire, piuttosto che infilare le scarpe in casa. Beh si, forse una accortezza eccessiva: non credo che Luca...si, certo, l'altro Luca, non lui ovvio, si sarebbe svegliato dal suo sonno profondo. Attese il bus, lì di fronte: scesi i tre scalini dell'abitazione. Dal lato destro sopraggiunse il bus: "Oddio! Ancora guardo a sinistra...non ci posso credere", pensò il ragazzo nel voltarsi verso destra al rumore del bus in arrivo. "E come sono ordinati e disciplinati questi inglesi....", seguitò nel suo pensiero, affrettandosi a mettersi in fila, per ultimo, per non fare la solita figura da: "Italiano". Il bus partì, Luca diede un'occhiata alla finestra della stanza dove, la sera prima, aveva dormito con il suo nuovo amico: i vetri apparivano appannati dal contrasto tra freddo del fuori ed il tepore dell'interno. Sentiva ancora il respiro caldo e regolare del suo nuovo amico nell'orecchio, ed immaginava ancora di accarezzare le sue spalle che avvertiva lisce e potenti. "Lo stesso nome..." pensò: "è bastato il medesimo nome per...per parlare, per...cavolo; tutto da lì è iniziato", pensava Luca incredulo: "è bastato lo stesso nome". "no; non certo lo stesso nome piuttosto credo che...".
"Exuse me sir", sentì appena a fianco a sé. Girandosi lentamente vide una signora molto anziana che chiedeva con modo cortese il passo. Luca si spostò accennando ad un leggero sorriso. "Avrà capito che sono italiano?" si domandò Luca; "da cosa? dal sorriso?" si rispose; "forse che sono rimasto in piedi...ma qui..si ha l'obbligo di sedersi?". La signora anziana scese alla fermata tra Allerton Road e Penny Lane. Luca la seguì con lo sguardo nello scendere; il bus chiuse le porte e partì nuovamente. Luca si tenne forte al partire del bus, ma seguiva con lo sguardo l'anziana signora: lo avvolse un desiderio che lo lasciò incantato, quasi sbalordito: lo assalì la necessità di seguire quell'anziana signora. Si affrettò a scendere alla fermata successiva; tornò con passo quasi frettoloso verso la fermata precedente e riprese il suo respiro regolare nel vedere la signora che, avendo appena terminato di scambiare due parole con il barbiere, riprendeva il suo passo solitario. La signora entrò nella porta accanto al negozio. Luca raggiunse finalmente il pub dove, la sera precedente, nel servire quelle pinte di birra, aveva conosciuto il suo nuovo amico con il suo steso nome da italiano. Di tanto in tanto anzi, forse con una certa frequenza, volgeva lo sguardo verso la porta d'ingresso nel mentre serviva le sue birre; ma no: Luca no, non si faceva ancora vivo. A notte inoltrata, con quel suo senso di smarrimento che sempre lo accompagnava a fine turno di notte, si avviò verso casa a piedi. Lungo il viale che lo separava dalla sua semplice abitazione, cercò subito di guardare le finestre della sua stanza; ma tutto era buio. Aprì la porta, questa volta lasciandola strusciare sul pavimento, e si avvertì quindi il solito rumore d'attrito. Accese la luce d'ingresso e raggiunse la stanza. Luca non c'era. Dalla luce d'ingresso si poteva notare il letto nella stanza così..come lo aveva lasciato. Lentamente raggiunse la lampadina che pendeva dalla spalliera. Cercò appena così...con noncuranza, un qualche biglietto, una qualche traccia, ma no...nulla. Si sedette sul letto, si sfilò le scarpe, prese tra le mani i suoi calzini ancora umidi dal pomeriggio e pensò all'attenzione che aveva messo nel calzare le scarpe sul ciglio della porta; tenne stretto fra le mani quell'umido. Gli venne in mente il passo solitario dell'anziana signora lì in Penny Lane. Non ci stette a pensar su. Calzò nuovamente le scarpe. Uscì, raggiunse nuovamente Penny Lane, passò il barbiere chiuso ovviamente, dall'ora notturna e solitaria che era, si fermò all'altezza del portone dell'anziana signora ma sul lato opposto della strada. Una finestra al primo piano emanava una fioca luce che gli ricordò: "l'impero della luce" di Magritte. Strinse i calzini che teneva ancora nelle mani, per avvertire ancora più intenso l'umido che, assieme al freddo di quella notte era un forte contrasto con il ricordo del caldo respiro di Luca. Poi pensò: "chissà se DIO condanna l'Amore che ho avuto per Luca, pur conoscendo questo freddo?". Nelle sue orecchie in quel momento sentì la voce dell'anziana signora sul bus: "Exuse me sir".
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: tony lavinara  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Vera Lezzi
+1 # Vera Lezzi 14-03-2017 10:47
Benvenuto tra noi...Per oggi, silenzio...Voglio leggerti ancora. Per cominciare a conoscerci.
Ma, già da ora, l'augurio mio abituale di
BUONA VITA! VITA!
:-) Vera
Antonia Vono
+1 # Antonia Vono 14-03-2017 10:57
Benvenuto, a te e al tuo racconto..
Hai una scrittura molto scorrevole e interessante e per allacciarmi alla chiusa del tuo racconto,credo che l'amore sia essenziale in tutto questo freddo che ci consuma.
Mi piacerebbe capire se poi Luca vedrà di nuovo la signora e cosa lo attirava verso di lei..
ci sarà un " IL vangelo secondo Luca, atto secondo"?
Saluti
Antonia
tony lavinara
+1 # tony lavinara 14-03-2017 19:55
Grazie Antonia intanto per aver letto lo scritto e per la risposta datami. Sono nuovissimo nel club quindi non so davvero come procedere con disinvoltura: non so chi visiona gli scritti, le poesie; posso solo arguire che tu potresti essere addetta a questo compito visto che trovo nella mia posta elettronica il tuo messaggio. Non credo che ci possa essere un atto secondo, di questo raccontino; non credo neanche che Luca ci voglia spiegare il motivo della sua "attrazione", verso quest' anziana signora; per quello che credo, forse Luca vuole solo raccontare, lasciando in sospeso ognuno di noi con i nostri momenti di freddo, di solitudine che abbiamo avuto e che abbiamo, e forse sapendo già che ognuno di noi, fa i propri conti con queste emozioni e quindi non vuole essere lui a proporre una emozione che, se raccontata in modo esplicito, potrebbe diventare unica.
Grazie:
Tony.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 18-03-2017 16:19
Benvenuto fra noi.
tony lavinara
+1 # tony lavinara 18-03-2017 18:44
:-) Grazie!

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.