Il Siriano soffia,
umido, sporco,
sulla mia pelle unta
dallo scompiglio.
E corro nella periferia,
in bicicletta,
senza mani,
col sudore
che cola dal sopracciglio.
Mi sento già
più fresco, quasi lindo,
ogni volta che passo
sotto qualche fronda
di fico.
Il suo profumo mi inebria,
mi lava,
e il ricordo di queste
contrade anziane,
mi fa venir voglia
di sfoggiare un gran grido.
Forte, motivato,
per svegliare il grano,
ora quasi maturo.
Vorrei che tanta gente
si godesse questo Tramonto,
che non segna mai la Fine,
ma l' inizio d' un
Nuovo Giorno.

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Complimenti!
Ciao Elisa