Per fortuna passò un piccolo pullman che mi portò al paese più prossimo dove comprai un pneumatico nuovo, un pacchetto di patatine Pai, due peluches di Popeye, un paio di pennarelli e una scatola in promozione di pastiglie per la prostata.
Così ritornai alla mia vecchia Prinz e partii prontamente per Parigi dove mi aspettava un mio parente paracadutista che voleva lanciarsi dalla Tour Eiffel col parapendio.
Purtroppo la performance fu notata dalla Police che ci fermò e ci portò prontamente in prigione per procurato pericolo per l'ordine pubblico e che, però, ci rilasciò il giorno dopo, previo pagamento di una pesante sanzione pecuniaria.
Per risollevarci da queste penose peripezie ci precipitammo a Pigalle dove, tra Pastis, Pernod, paté e pommes de terre, finimmo in bellezza con una coppia di peripatetiche prosperose piuttosto porcelline specializzate in giochi alla Pompadour e che, pazienza! ci spennarono come polli il portafoglio...alla prossima...
"Sulcis in fundo", un abbassamento
geotettonico (che siano tette fatte di terra?) nei fondali dell'atollo di Bikini che, essendo passato di moda ora si chiama atollo "Perizoma".
Ciò crea uno sconquasso negli
equilibri biologici della riproduzione
delle anguille delle valli di Comacchio le quali hanno deciso di non andare
più nel mar dei Sargassi a meno che
fosse messo a loro disposizione un
servizio navetta di sommergibili
low coste organizzato da un
"capitone" di lungo corso.
Dunque è noto che l'oceanografia
postbellica ha prodotto una
recrudescenza peristaltica fagocitante nei confronti dell'habitat qualunquistico del tonno"pinna gialla" inscatolato
abusivamente nelle pescherie
del Marocco meridionale, la cui
pelle, usata come rivestimento
dei "tapis roulant" di mezzo mondo,
produce una ricaduta di tipo
eziologico antiderapante sulle
televendite di materassi a molle
durante le pause dei notiziari
in lingua inglese di "Al jazeera
international" !
Salam!
Purtroppo il personaggio ebbe una reazione spropositata come se avesse preso una purga e, per di più anche una forma preoccupante di priapismo prepuberale per cui lo portai precipitosamente al pronto soccorso dove gli prestarono prontamente una cura appropriata con una puntura a base di piramidone e permanganato e una soluzione di petali di peonia pressati e passati in pentola a pressione con una purea di propoli.
Passato questo periodaccio, per risollevarlo e procurargli un po' di piacere, gli presentai una procace prostituta peruviana molto provocante che praticava pilates e nel tempo libero faceva anche la pranoterapeuta in una Onlus no profit solo nelle ore preserali però, presso un presidio provinciale sotto il protettorato della prefettura di Parma.
La proposta fu molto apprezzata tanto che il personaggio, per sdebitarsi, mi promise in regalo un paio di pantofole in puro pelo di procione del Paraguay, un buono per un corso di parapendio sul Gran Paradiso, una pendola rococò in puro palissandro e, per finire, un profumo di Prada all'aroma patchouli in una particolarissima pochette in policarbonato color prugna...
perfetto !
produce un solipsismo tardo barocco nei ventricoli sottocutanei dei crocevia sinfonici, con rigurgito alcolico metabolizzante, evidentemente propedeutico alla scissione scaramantica dello spettro ortogonale della mozzarella di bufala campana.
Quindi, la curvatura sinottico equatoriale dei denti da latte dei criceti di campagna, con riduzione atipica dei semiassi gengivali, conferma la congiuntura piroclastica sottomascellare del carapace dermosensibile degli
scarrafoni napoletani che, com'è noto,
son tutti belli...
a "mamma soia" !
Il giorno prima, il salone principale fu addobbato con festoni , palloncini e ghirlande varie ed il centro del locale liberato da sedie, divani e poltrone per creare spazio per il ballo. Il mattino seguente, le cuoche apprestano un ricco buffet, dando sfogo alla loro più sfrenata creatività! Ed ecco sulla tavola; semolino di riso al ginseng (per cercare di risvegliare antichi ardori) ;
pasta stracotta alla ricotta e petali di rosa (quelli appassiti del vaso dell'entrata ); pancotto alla zucca (per via dei problemi masticatori); hamburger al finocchietto selvatico; scottadito all'indonesiana (cioè, piatto che conteneva quello che restava dalla pelle della sguattera orientale dopo che si era ustionata le mani con l'olio bollente); e, per finire, una compilation di dolci prelibati preparati dal pasticciere tedesco Von Strudel, assoldato per l'occasione, il quale diede sfogo a tutta la sua maestria con un tripudio di pere cotte con salsa al gorgonzola; creme caramel senza zucchero aggiunto (perché si erano dimenticati di comprarlo); torta della nonna (era quella rimasta dalla festa precedente, che i nipotini avevano fatto un mese prima); tiramisù al peperoncino e zafferano e, per ultimo, uno speciale rosolio al Guttalax (per favorire la motilità intestinale). La sera dopo, la festa ebbe inizio . Tutti si avventarono sul buffet e, per via delle eccessive libagioni che seguirono, (a base di pregiato Tavernello dell'87 e un paio di bottiglioni di Barbera al metanolo,
scampati al sequestro dei Nas del '76 ), alcune dentiere caddero sulla tavola e, per errore, finirono nelle bocche sbagliate, con evidenti problemi masticatori!
Poi, a cena terminata, si diede inizio alle danze.
E allora, via deambulatori, bastoni, carrozzine, cateteri e tutori vari !
Aiutati dagli operatori, incominciò una sarabanda infernale con rumore di ossa, anche sbilenche, cervicali artritiche e di toccamenti, da parte di vecchietti arrapati, di culi molli e tette cadenti! E...vai!!
Ad un tratto qualcuno si alzò e propose , idea geniale, un concorso per "Miss camicia da notte bagnata" per le donne e di "Mister pannolone ripieno" per i maschietti.
La richiesta fu accolta all'unanimità e, poco dopo, si proclamò la vincitrice per il primo concorso ; una certa Juliette, che aveva dei trascorsi da spogliarellista al Crazy Horse e gran conoscitrice dei viali di Montparnasse, mentre per gli uomini vinse , alla stragrande, un certo Sig. Pompeo, ex scaricatore di porco (si, proprio così) perché lavorava in un allevamento di maiali nel basso bresciano ed aveva contratto, poverino, una rara forma di dissenteria cronica.
La serata finì in bellezza con un memorabile trenino generale , al ritmo di un frenetico samba brasiliano, ma, purtroppo, qualcuno inciampo' trascinando rovinosamente per terra tutto il gruppo!
Così, sfortunatamente, la serata terminò con la sala da ballo trasformata in astanteria, col rapido intervento degli assistenti con cerotti, garze, calze elastiche, impacchi di ghiaccio, tachipirina, camomilla a litri e gocce di valeriana a gogo'!
.....anche i vecchietti....fanno oh....
Buona notte !
che mi son già rotto il "Kansas" !
C'è un gran caldo, sono già tutto
"Sudan" e mi colan le "Seicelles";
mi faccio bene le "Barbados", mi lavo le "Gambia", mi guardo allo specchio e con voce
"Argentina" mi dico; che "Togo"!
Mi sento proprio un "Sierra Leone"!
Esco e vado nel "Barhein" dell'aeroporto, mi sparo un"Alaska" ben ghiacciato e, "Indocina" chi ti
vedo! Un bel gruppo
di giovani pollastre. Che "Figi"!!
Una di queste si avvicina e con le
sue "Labrador" carnose mi dice;
ciao, lo sai che sei proprio "Belize"!
La vuoi la mia "Patagonia"?
Si, rispondo, ma quanto ti "Pago Pago". Dammi 500€ che
poi facciamo "Tonga Tonga"!
Fossi matto, mi vuoi prender per
l"Honolulu"!
Pussa via, brutta "Minnesota" della "Malesia prima che mi in"Kazakistan" davvero!
Ne ho proprio piene le "Nepal";
mi son rotto il Caucaso, torno a casa e buonanotte al "Senegal" !!
E’ interminabile il tempo che ci mette una donna a togliersi i jeans quando fissi l’orologio, 04:11.
Il vapore acqueo sui vetri della stanza da bagno rivela che i soffici asciugamani si tengono pronti
ad accogliere un’ondata di vivida sensualità. E con loro i saponi silvani.
Le candele all’aroma di vaniglia catalizzano la loro virtù afrodisiaca su di una giusta atmosfera
fugace, stimolando i sensi in modo particolarmente intimo, sciogliendo le emozioni che appaiono
bloccate. L’acqua speziata di cannella risveglia sensazioni intense. Raccoglie i capelli.
Inerme lascia che il mio respiro si adagi sul bordo di una spallina scesa.
I corpi si immergono in un senso di isolamento e di intimità, di abbandono al piacere in modo
disinvolto. In un gioco divertente e soddisfacente di sessualità…
L’acqua calda le rende la pelle ancora più sensibile, i profumi preparano corpi e menti a provare
un’esperienza inedita. Mi insapono completamente, le sfioro l’orecchio nascosto appena da petali
di velluto nero che le incorniciano il viso, lentamente ci massaggiamo mutuamente e col mio corpo
ricopro il suo che d’acchito esita. Si sente avvolta e protetta dall’acqua, e si lascia andare.
Nulla di più intrigante. Io, lei, la schiuma…
Apro solo un occhio dal pisolino per un movimento convulso del piede, 04:14.
Il vapore acqueo del mio respiro sugli occhiali sghembi sul naso rivela solo il mio sandalo zuppo
dell’acqua rovesciata dalla ciotola dal mio bizzoso beagle Patchouli…
Per scacciare questo brutto pensiero mi sparai nel gargarozzo un bicchiere di Johnny Walker, mi feci un Black Jack, un panino
al Jamon Pata Negra, presi un jet della Japan Air Lines diretto nello Jemen ma, per paura della Jihad, deviai per lo Jutland dove
incontrai Joe di Tonno, Jerry Cala' e la controfigura di Jessy James.
Mi infilai poi dei jeans di jersey, telefonai a Jessica che faceva joggins ascoltando Jazz con 40 gradi Joules , che mi disse d'aver incontrato Jovanotti che ballava a passo di Java leggendo Jack Kerouack e le penultime
lettere di Jacopo Ortis mentre un Juke Box suonava "Jingle Bells".
Ripresi allora un Jumbo, come uno del Jet-set, e mi ritirai" in the jungle" con le foto di Jennifer Lopez, un vecchio jo-jo, due casse di joghurt,
un joystick e gli autografi di Jerry Scotti, Tom & Jerry e Jeremy Irons !
Alla fine, a bordo di una Jaguar Xj, andai a Rio de Janeiro al bar Jamaica vestito da judoka e, bevendo J&B, intonai uno Jodler tirolese con un tizio di nome Joseph vestito con dei jeans made in Japan e uno splendido jabot in jacquard olezzante di profumo J'adore... Dior !!
... je t'aime, moi non plus !!...
Fischietta un geko con una chitarra su un muretto di confine, attirando vicino a sé zanzare che amano il mi canterino e sono fans patite degli Geko's Skin.
Una rana gracida e gracidante legge, seduta su una pietra, il primo canto dell'inferno.
Quattro grilli prendono per culo una cicala morta al tramonto e una brezza leggera, proveniente dal mare lentamente asciuga la strada, bagnata dall'umidiccio scirocco del giorno prima.
Un ombrellone aperto ospita due pipistrelli che, dopo aver pipistrellato un po', dormono a testa in giù appesi alle bacchette.
Un bancale vuoto aspetta le cassette di fiorini freschi del mattino e nel frattempo ospita due ragni pelosi e un guardapasseri serpentino nero nero.
Gli alberi d'olivo, in ordinata fila, guardano un film di Olivia Newton John e la febbre di questo sabato sera sale brillantandosi con i raggi della Luna, di quarto crescente che gobba il collo a ponente.
Un cane randagio procede adagio ascoltando Albinoni e ulula a tempo usando un metronomo, licenziato poco prima dalla ditta di sorveglianza Notti Insonni.
Una stradina, aiutata dall'oscurità, si dà arie da autostrada e fa pagare il pedaggio a una famiglia di millepiedi che emigra sulla collina a nord in cerca di foglie fresche.
Essendo pedaggio il costo pare molto esorbitante per i millepiedisti che, a malincuore, son costretti a usare la carta di debito, debitamente concessa dalla finanziaria di famiglia Prestopoc.
In questo bucolsky di panor-amato se ne va un tale a mo' di spaventapassere per la notte brava.
Uno spolverino appena spolverato, un ciuffo di paglia e una pagliuzza per naso. A naso mostra un'aria distratta e disinteressata.
Andatura a scopa di cane e trillo sonoro canzoniero adattato al concerto in fa diesis che circonda il passeggino serale.
Di tanto in tanto, l'uomo alza gli occhi dalla fiasca di nerone delle fiandre e, con furtivo fare, tira fuori dal sacchetto, che tiene nella mano monca, un pugno di cimici asfissiatiche fritte: un sol colpo e le inghiotte senza manducarle.
Un riccio incuriosito lo osserva e, facendosi coraggio, gli chiede in perfetto slang italiculo: “Ma do cazzo vai?”
Altrettanto cortesemente ello risponde: “Cazzo vu tu?”
Il dialogo finisce tronco per via d'un pezzo di legno che si infila tra le gambe del tizio e lo costringe a una virata discensionale degna di un deltaplano.
Plano plano, passato il coccolone, l'andatura del tizio riprende simbiotica con la natura stante in circo.
Dall'alto del colle, nel frattempo, una volpe, con un cannocchialone a raggi infradito e la tenuta mimotica, scruta il panorama in attesa della sua prossima vittima.
Ella infatti è un'accanita spaventatrice di tizi passeggianti in loci notturnificati e di coppiette formicolanti di formiche che si appartano col favore del buio.
Già ridacchia in sul del monte e col suo aspetto spera di far pisciar sotto l'omo che a lei vien di fronte.
Una scrollata poetica alle palle e via giù per il pendio a nascondersi tra le viti vitignose.
«Trallatrallatrallatrallà e do re mi fa sol la si dooooooooooooooooooooooooo, fiuuuuuuuuu, fiuuuuuuuu, per la campagna men vo e un cazzo questa sera farò. Popopopòòòòòòòòòòòòòòòòò.
Questa è vita rurale, non ho proprio voglia di lavorare. Il mondo è fatto a scale ma io pio l'ascensore
e che me fotte dello struscio, so professoreeeeeeeeeeee. Pippipì, pippibello, o come è bello far l'uccello»
Ma... In agguato di soppiatto salta fuori la volpe e: “Woaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff! Ihihihihihihihihihihihihihihih...”
“Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, che schianto mi pigghiai,li morti tuoi incariolati e de chi ne te li ha cantati tutti quanti essendo squagliati e seppelliti. M'hai fatto cagare addosso”
Fu così che quel tizio, chiamato in paese il coglionazzo del lampione (in quanto che aggiravasi di notte) finì squash squash per girovagar in cerca d'un vaso dove finir l'addominal travaso.
“Così è se vi pare, ma a me proprio non pare”


