Dunque, ben venga questa forma di sincretismo precolombiano imbastardito da una forma di cerchiobottimo peloso, comunque gradito ad un certo provincialismo periferico acriticamente compromesso con la più becera commiserazione interstiziale, ovviamente connivente col più squallido campanilismo omofobico.
E così, purtroppo, non essendoci più le mezze stagioni e la rondine che fa primavera, senza l'altezza che è mezza bellezza e il mondo che è fatto a scale, c'è chi scende e c è chi sale, meglio un uovo oggi che una gallina che l'indomani al mercato mio padre con due soldi comprò non essendoci ancora il bancomat... ahi ahi ahi..che disdetta, siamo fritti...!!
Purtroppo, pescando nei pressi del porto di Posillipo, dando una pedata ad un pacchetto di patatine Pai sul pontile mi procurai la perforazione del pollice del piede destro perché dentro il pacchetto c'era una palla di piombo con pericolose protuberanze a punta, così finii al Pronto soccorso dove mi fecero una puntura col piramidone e del permanganato di potassio che mi gonfiò parecchio la pancia e, purtroppo, anche le palle ed il pisello.!!
Ero preoccupato per la cosa ma mi tranquillizzarono dicendo che tutto era previsto dal protocollo e che mi sarebbe passato con una
serie di pediluvi alla papaya e della polpa di piranha pretrattata alla polvere pirica e ai peli di puzzola della Pennsylvania presi durante il periodo dell'accoppiamento.
Pallido come un pupazzo di Popeye caduto in una pozzanghera, mi proposi allora di prenotare un periodo di relax presso la pensione "Da Peppino" dove, secondo un passaparola, praticavano una particolare preparazione atletica
al gioco della palla prigioniera che, per una pippa come me, avrebbe procurato una progressione di performances da primato rinforzandomi poderosamente i piedi ,i polpacci e i pettorali !
Pimpante come un pregiudicato evaso da un penitenziario, preso da un poderoso appetito, mi precipitai nella pizzeria "da Pascalone" dove mi pappai una prelibata pizza peperoni, pancetta, pinoli, prugne e pomodoro pachino senza olio di palma, seguita poi da un pasticcio di pesche alla panna e pistilli di primule di Pozzuoli. Così pasciuto mi spaparanzai sulla mia poltrona di piume di pellicano e dopo la lettura di un paio di poesie di Prevert, mi prese una pesantezza di piombo alle palpebre e mi addormentai
placidamente sognando piacevoli momenti con procaci peripatetiche parecchio porcelline in un postribolo sui monti Peloritani ....
.... che pacchia, però .!!
Ripresomi dalla sbornia e baldanzoso come un cane bovaro bernese dopo un buon bagno e una sbobba a base di bovino del basso biellese, mi abbandonai in un bad and breakfast insieme ad una baldracca berlinese con la bocca da batrace del Borneo e una voglia di barbabietola su un lato B da brividi!
Poi, soddisfatto ogni mio bisogno,
preso da debordante bulimia, entrai in una brasserie e mi abbuffai abbondantemente di bocconcini alla bottarga, bruschette di bresaola al burro biologico, braciole di bufalo al basilico di Bordighera, creme brule' e brutti e buoni di Bassano, il tutto innaffiato da un buonissimo Blanc de Blanc barricato di Borgogna col sottofondo delle Mille bolle blu di un vecchio jukebox....
baci ed abbracci !
ma, porca putrella !, il povero paparino inciampò in un paletto di protezione del parterre per cui si fratturò il perone e il pollice della mano sinistra.
lo portai prontamente al pronto soccorso con la mia Panda col portapacchi in plastica e due peluches a forma di pitone sul posteriore ma, purtroppo, rimasi in panne proprio nei pressi del Policlinico e così lo caricai sulle spalle e lo lasciai nella portineria.
tornando sui miei passi, incontrai il mio parrucchiere, un tipo piuttosto palestrato pieno di piercing che mi offrì un paio di Pernod al Porky Bar e poi mi portò in un postribolo nei pressi del porto dove passammo piacevolissimi momenti con due peripatetiche peruviane con le poppe come poponi.
Pienamente appagati entrammo nella pizzeria "Il pappagallo petulante" e ci rimpinzammo la pancia con un paio di pizze ai peperoni, piselli, paprika e pezzi di parmigiano, caraffe di birra Poretti e, per finire, due panne cotte e caffè corretti al Porto.
Prostrato, dalla particolare giornata, mi spaparanzai sulla mia poltrona in pelo di puma, mi coprii col mio plaid color pelle di pollo e mi assopii piano piano al triste suono della Patetica di Tchaikovsky........pace e bene....
cornuto di Tasmania, compenetra una sorta di discinesia omofobica pressapochistica nella sequenza paradontale della mascella del cervo a primavera in calore delle Alpi Cozie.. oh cacchio !
Le conseguenze si ripercuotono così inevitabilmente nell'accelerazione forzosa dell'ovulazione gametica del cromosoma x del pitone maschio di Patagonia che, com'è noto, non è solo un serpente ma un pensiero frequente che ci invade la mente.
La qualcosa genera dunque un parallelismo perfetto con l'impollinazione stagionale dei fiori primaverili del Sud Tirolo da parte dell'ape Maya che qui viene a soggiornare in un arnia a 5 stelle
dotata di una esclusiva sala massaggi alla pappa reale, allietata inoltre da un coro di caprette che le fanno, ciao.
In conclusione, gli equilibri ecologici improntati
ai sani principi base del WWF, ben si
compenetrano con la strenua difesa dell'habitat della foca monaca di clausura destinata al delfinario di Rimini e ai parchi acquatici di tutta l'Italia... era ora, finalmente !!
Pomposamente paludato come Madame Pompadour prima della presa della pastiglia per la pressione, mi proposi di passare un periodo di pausa dalle mie preoccupazioni partecipando ad un corso di Pilates presso la palestra "Las pelotas" di un certo peruviano di nome Pablito, particolarmente patito per i peoci cotti in pentola a pressione, senza polifosfati e olio di palma.
Mi rinforzai così i polpacci e i pettorali provando, in parallelo, una dieta sperimentale a base di proteine del Prof. Pierre De Porkis della Normale di Pisa, comprendente piatti di petto di pollo con patate alla paprika e pomodoro pachino, polipo del Peloponneso con purè di porcini, cotto in pirofila Pirex con petali di papavero della Provenza, plum-cake alla papaya e, per finire, pesche al Passito di Pantelleria con polvere di pistacchio e semi di popone passati in padella.
Ne uscii più prestante di una praticante di pole-dance tanto che mi proposero un provino per partecipare come protagonista al Musical "Papaveri e Papere" presso i prestigiosi studi della Paramount Pictures. Mi presero subito dopo aver visto le mie performances e, per di più, vinsi anche il prestigioso premio "Pulitziot" per le migliori pulizie del palcoscenico dopo lo spettacolo.
Gasato come Pavarotti alla prima della Scala,
mandai un post ad una prosperosa parrucchiera con le poppe a pera invitandola ad un party in piscina particolarmente piccante, la quale, dopo nove mesi, purtroppo, partorì, rendendomi papà di un paio di paffuti gemelli che chiamai uno Pinco e l'altro Pallino... che pirla sono stato...potevo usare il preservativo ... pazienza !!
Vi siete mai domandati perché, di tutti i morti che ci sono stati nel mondo, nessuno è mai tornato indietro? Forse perché stanno tutti talmente bene nell'aldilà che, se la voce si spargesse, si suiciderebbe in massa tutto il genere umano.
D'altra parte, a ben pensarci, cosa c'è di meglio della morte?: una condizione di pace assoluta; nessun rompimento di scatole
(Tasse, malattie, isis, Equitalia, demenza senile, vitalizi d'oro, alluce valgo ecc........)
E poi, vuoi mettere il vantaggio che
la situazione è eterna e le rogne rimangono tutte a carico dei
sopravvissuti.
Si scatenerebbero anche campagne pubblicitarie per suicidi assistiti con tutti i generi di sistemi per farla finita!, per esempio; volo a corpo morto con paracadute difettoso, salto ad angelo dalle cascate del Niagara, annegamento in vasca idromassaggio Jacuzzi con vapori di acido cianidrico, scontro contro un pilone a 200 all'ora in Rolls Royce ecc...questo, ovviamente, per le classi più abbienti.
Per le classi più povere i metodi cambiano; si va dall'ingestione tout court di un flacone intero di Niagara per lavandini , allo schiacciamento da parte di un camion che trasporta
rifiuti tossici, dall'overdose di merendine scadute del Mulino bianco (con buona pace di Antonio Banderas), alla classica caduta del fon nella vasca da bagno e così via.
Per i più diseredati ci sarebbe sempre la possibilità del tre per due e soluzioni di suicidio assistito per famiglie numerose comprensivo di cremazione in forno per pizze nel giorno di chiusura!
Per i più snob le soluzioni sono decisamente più sofisticate:
morte lenta con Vergine di Norimberga, asfissia tra le spire di anaconda del Rio delle Amazzoni,
sfracellamento con selfie dai faraglioni di Capri, infilzamento in diretta streaming da parte di pesce
spada delle Galapagos ed inoltre,
soffocamento con ripresa in 3D con ingestione di pregiatissimo tartufo d'Alba del peso di due etti!
Per finire bisognerebbe ribaltare un famoso detto latino in ;
Mors mea, vita tua.....tiè...
Amen....
dopo un lauto pasto con lamprede , lampughe e latterini, mi levai il mio loden ormai logoro e liso per l'uso, mi infilai una linda lingerie in leacril color lilla, mi allappai un sorbetto al lime e lamponi e, allungato sulla mia chaise-longue, guardando in tv un episodio della serie Lost, mi appisolai come un lemure al primo letargo, libero da ogni lagnosa paturnia.
Mi ritrovai in un sogno dove, leggevo leggiadre litanie lituane insieme ad una latinista di Lugano
latitante per furto di lumache alla Lidl di Ladispoli, con la quale avevo avuto una lunga liaison, sfociata poi in un litigio perché non mi voleva restituire un lingotto di lantanio, una lampada di Lalique con le luci a led e un lanciafiamme agli ioni di litio che le avevo regalato in occasione del nostro fidanzamento.
Mi ridestai al latrato di un labrador e, lungi da me dal lamentarmi, con un certo languorino, mi recai in un lounge bar a bermi un latte macchiato e una spremuta di limone col sottofondo di un long playing di Leone di Lernia . Mi leccai le labbra, mi lustrai le mie Logan e leggiadro come un Lancillotto in love, salii sulla mia limousine color lingua di lepre e mi lanciai a tutta velocità verso un locale di lap dance dove mi aspettava una laureanda in legge che, per sbarcare il lunario, faceva lascivi lavoretti con le sue labbra lussuriose.
Uscii con passo da leopardo e, affamato come un
licaone della Lituania, entrai al ristorante" I due ladroni" e, dopo la lettura della lunga lista, mi lanciai a razzo su lingua salmistrata con lupini e lenticchie , linguine alla livornese con luganega e luppolo liofilizzato, lumache della Linguadoca su letto di lattuga, lepre delle Langhe con lampascioni in riduzione di lambrusco su letto di latifoglie di leccio, dei lamponi al liquore di lime e un bel litrozzo di Lugana di Lombardia.
Purtroppo per pagare il conto dovetti fare un leasing lungo un lustro,
ma sì poi,
chi se ne freeega..!!
A' la guerre come a' la guerre !!
da una sorta di sclerotizzazione osmotica di tipo gravitazionale, sostanzialmente indirizzata allo scolorimento, virato seppia, tipico delle pantegane di tombino dei cunicoli delle metropolitane parigine nel periodo delle manifestazioni studentesche del '68.
Ordunque, la componentistica cartilaginea dei sacchi a pelo antiacaro senza zip della Invicta, si rapporta inevitabilmente ad una recrudescenza turistico alberghiera di bassa lega con ricadute vegeto patrimoniali nell' impollinamento serotino delle rose purpuree del deserto del Gobi durante il question-time alla Camera sulle misure delle banane cilene importate nell'Unione Europea nei mesi senza la erre.
In conclusione: che colpa abbiamo noi se, bevendo un caffè nero bollente, mentre sventolava una bandiera gialla in Alexander Platz, cercando un centro di gravità permanente, Belinda ballava cantando bella ciao con uno bello e impossibile, bugiardo e incosciente e anche un po' cervo a primavera, in questa domenica bestiale dove il cuore è uno zingaro e il carrozzone va avanti perché domani è un altro giorno e, fin che la barca va, viva la pappa col pomodoro !!
... ma sarà poi così...!!
Interdetto per l'increscioso incidente
indecorosamente invalidante, intentai causa all'infermeria e per distrarmi mi dedicai allo studio delle abitudini sessuali degli ippopotami affetti da infezioni all'ipotalamo, sorseggiando improbabili intrugli all'Indian bar di Indianapolis accompagnati da indimenticabili involtini di indivia e tartine tartufate all'issopo imbevute di iperico ipertrofico.
Inevitabilmente feci una incresciosa indigestione
che mi invalidò alquanto e che curai, secondo le indicazioni di un idraulico di Imola, con infuso di iperico indiano impoverito che mi ristabilì immediatamente facendomi saltellare come un
impala impazzito in cerca di infiorescenze invernali, tanto che mi feci dei memorabili
selfie che postai immancabilmente su Instagram ricevendone innumerevoli likes !
..... Iauuu.!!!
