Non restano impronte
nel mattino senza alba
smarrita nell'eterno abisso
delle contraddizioni.
Le somme degli errori
tra colonne di addizioni
sfuggono agli schemi
nei confusi tempi.
Si popola lo stagno
nella perenne oscurità.
Un silenzio spezzato
dal gracidar di rospi
e bubolar di gufi
sfuggiti all'eclissi,
all'orso bianco
e ai lupi affamati.
La volpe festeggia
perde il pelo
salva il vizio.
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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

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