Camici bianchi
aleggiano silenziosi tra stanze e corridoi,
passi leggeri dentro quelle strane scarpe,
targhette identificative,
fantasmi svolazzanti che non sanno leggere gli sguardi,
sono solo camici bianchi.
Nel mio peregrinare ne ho incontrati tanti,
camici bianchi che con quelle mani
sono riusciti a procurare danni
al corpo e all'anima.
Poi, il fato ti bacia,
finalmente il camice prende forma,
sembianze, e quel volto,
quelle mani sono di nuovo vita.
Il camice veste l'uomo di medicina
e quel volto non lo dimenticherai più,
un amico, un consolatore, il curatore,
colui che ti prende per mano
e ti accompagna lungo un sentiero scosceso,
pronto a sorreggerti.
Nei momenti grigi il sole lo riaccendono gli amici,
quelli veri,
che sanno restituire la voglia di combattere
e ancora più importante,
la fiducia.
Cari amici, voi che avete il dono della sapienza,
della lungimiranza e soprattutto
una grande umanità,
siete una grazia di Dio.
Posso capire il dolore che dovete superare
quando vi trovate costretti a lasciare andare
chi è chiamato a vita nuova,
il fato decide
e il segreto della vita e della morte
non può essere gestito.
Il medico amico,
seppure piccolo diventa un gigante
che sostiene il peso del mondo,
è il musicista che ti allieta l'anima,
il pittore che disegna meravigliosamente una nuova alba,
colui che spolvera i colori grigi
e li fa brillare di tutti i toni dell'iride,
ti sa parlare
scendendo nei meandri più oscuri dell'anima
e riaccende fiammelle che sfavillano
creando forza e speranza.
Grazie amici miei,
vorrei inventare una parola nuova
per esprimere tanta emozione,
ma voi che sapete guardare attraverso gli occhi
fin dentro al cuore
riuscirete a leggere
quanto ci sia di amore.

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Fiorella Gennari Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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