Tra una stella e un'alba incerta,
stanotte mi posai lieve, stanca e piegata
su una traccia di ricordo.
Padre, dissi, vorrei toccare la tua schiena,
vorrei parlarti.
Parve, invece, di udire la tua voce,
d'annusare il tuo profumo
che avanzava dalla nuvola dietro il monte,
come la pioggia timida e scomposta.
Il tuo odore mi stava innanzi,
l'odore di acqua e talco,
che inumidiva le tue mani
che asciugate in un lino a frange,
antico, sbiadito, posato triste
sulla finestra socchiusa, all'ombra,
spezzava il pane.
Porto con me in viaggio
un nodo in gola
e come una campana a ore
si rintoccano le lacrime
e scandisce il tempo.
I fuochi del cannone
si posarono sul tuo viso,
le schegge dei nemici sui tuoi pensieri
e di quella guerra
di ogni suo segnale e segno
tu costruisti la tua casa.
Ti ricordo come seta, padre,
come la seta verde dei tuoi occhi,
come il velluto ingenuo
del tuo non saper le parole.
Oggi t'innalzo padre,
ti canto il giorno
tra le gioie di madre e i dolori di figlia.
Ti canto la notte
quando mi quieto
silenziosa e grave.
Perchè io t'amo, padre!
stanotte mi posai lieve, stanca e piegata
su una traccia di ricordo.
Padre, dissi, vorrei toccare la tua schiena,
vorrei parlarti.
Parve, invece, di udire la tua voce,
d'annusare il tuo profumo
che avanzava dalla nuvola dietro il monte,
come la pioggia timida e scomposta.
Il tuo odore mi stava innanzi,
l'odore di acqua e talco,
che inumidiva le tue mani
che asciugate in un lino a frange,
antico, sbiadito, posato triste
sulla finestra socchiusa, all'ombra,
spezzava il pane.
Porto con me in viaggio
un nodo in gola
e come una campana a ore
si rintoccano le lacrime
e scandisce il tempo.
I fuochi del cannone
si posarono sul tuo viso,
le schegge dei nemici sui tuoi pensieri
e di quella guerra
di ogni suo segnale e segno
tu costruisti la tua casa.
Ti ricordo come seta, padre,
come la seta verde dei tuoi occhi,
come il velluto ingenuo
del tuo non saper le parole.
Oggi t'innalzo padre,
ti canto il giorno
tra le gioie di madre e i dolori di figlia.
Ti canto la notte
quando mi quieto
silenziosa e grave.
Perchè io t'amo, padre!

Commenti
Immensa vero, complimenti
Padre...quanto rispetto e amore dietro questa parola. Il defilare di versi è di stupefascente candore; una delicatezza come quella nel posare una garza in fronte ad un sofferente.
Sublime.
Grazie
Carla
Non comprendo i puntini di sospensione di Sasha, ma va bene ugualmente!
Un saluto
Mi scuso per non aver compreso.