Sonetto standard, versi canonici organizzati in quartine a rima incrociata e terzine a rima invertita.
Questo bel vento ch’è la Primavera
sulle mie guance secca quelle gocce
che acide posson ledere le rocce
lasciando firma triste ma sincera
del mio passaggio in strada questa sera.
Forse dovrei giocare un poco a bocce
ma sono vuote al solito saccocce;
ma non è questo ciò che mi dispera.
Da tempo ormai respiro proprio assenza
e non soltanto greve lontananza
della Sirena ch’è del cuor mio sbronza.
Del suo sorriso il viso mio s’abbronza
sognando dolce e ininterrotta danza…
ma lei non c’è… è solo mia demenza.
27/04/2026

Commenti
Accorgersene vuol dire essere già sulla via dell['oblio?!
A te buona serata!
Caterina
sol rimedio sarebbe la presenza.
Ma quando irreversibil è l'assenza,
fanne ragion e bevi un buon caffè.
con il caffè ne immagino i capelli,
castano scuro oserei dir ramato,
lievi, ondulati, ricciolini, belli.
La vedo ovunque e resto senza fiato,
sconfitti di Ragion sono gli appelli;
mi rendo conto che son fulminato,
me stesso prendo pure pei fondelli:
l'ammiro, vedo ovunque e poi ci parlo
nei miei pensieri; pur se resta assente
occupa il cuor, non riesco ad evitarlo.
Cammino ancora, fo finta di niente
ma nella testa mi corrode un tarlo
che mi ripete: «Tu sei deficiente!».
Io quasi ne ho terrore!
Di te, con grande stima,
invidio 'l gran chiarore
di metrica sei esperto
e dai una mano a tutti
com quel tuo libro aperto,
presto ne vedrai i frutti!
Comunque vale anche per te!