È l’altalena che mi ricorderà di te,
la mappa del tesoro,
l’eroina dei film anni trenta.
È la rivincita che mi da ragione,
la paura che si chiuda il cerchio.
Non ci sono giostre nei miei occhi
non ce ne sono mai state.
Io conosco il rosso, il giallo e l’arancione.
È l’orologio che mi parlerà di te,
il fumo di un camino,
l’alibi dell’indiziato.
È la rivincita che non so compiere,
la nobiltà che non si scompone.
Non ci sono giostre nei miei occhi
non ce ne saranno mai.
Io conosco il verde, il blu e l’antracite.
È la cerveza che avrà il tuo gusto,
il digiuno, la profezia,
la spiaggia e la cannella.
È ogni bimbo che avrà il mio volto,
ogni bimba che avrà i tuoi occhi.
Non ci sono giostre in questo mondo
non le hanno ancora inventate.
Io conosco il nero, il viola e il bianco sporco.

Commenti
almeno io vi ho letto questo .... bellissima fa riflettere molto e contiene sempre insegnamenti di vita .... grazie Charlie complimenti un caro saluto .....
Ti riferisci a questo?
Come dire, non è un luna-park l'esperienza genitoriale.
Vedo molta amarezza qua, al di la dei figli, nei confronti della "compagna". Sbaglio?
Così mi arriva e mi piace gustarla
Bella poesia.