Sei già un ramo nodoso,
attardato a cullare i suoi fiori.
Sei la terra, l’acqua, il cielo,
sei il profumo del muschio e il mughetto.
Sei il sapore di mandorle e noci,
la tristezza che abbraccia la brina,
sei la speranza finita nel pozzo,
sei il suono che riempie il bicchiere di dubbi.
Ricordarti è un po’ come sparire,
un nevicare lascivo e dolcissimo.
Ricordarti è un po’ come tremare,
è il concerto del legno che scoppia.
Ho imparato il singhiozzo in silenzio
morsicato da un freddo sincero,
ho imparato a cantare di petto,
per ringhiare il dolore alla luna.
Tu sorridi alle onde del suono,
tu sorridi e sorseggi la grappa,
tu sorridi e i tuoi fiori che oscillan,
son preghiere dall’indice al medio.
Io mi inchino sul seme infecondo,
lo preservo dal corso dei merli,
io mi inchino ed accetto il destino
poi mi siedo su un trono e ti penso.

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il fare del tempo che, come il mare, erode i nostri ricordi.