quel che per ora so
è che il vento era convalescente
con occhi di massaia sistema le pendenze
nell'evasione controllata
una canaglia dal volto irregolare
complice di una luna ottomana,dove suggerisce cautela
il suo menarca di lacrime

quel che per ora so
è che si è davvero poveri
quando i difetti diventano argomenti
quando in bocca resiste un gusto di taverna
di alterco
di finto abbandono
inseguiti dall'ombra artificiale dei lampioni

quel che per ora so
in questo ennesimo secolo ferito
è la rarità di certi respiri,simili a vivande
i soli che nutrono carnevali inaffettivi
isole di opportunità all'interno di ogni difficile.
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Profilo Autore: luca zoppi  

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