lo sfinimento
porta il confessore
nello sguardo di una pietà tossica
che simula il perdono
nei gesti che assolvono la propria dottrina
messa lì a proscioglierci
nel condono del cuore
anche la voce ne è turbata
e inciampa su stanchi sentieri
di un'esistenza che partorisce lividi
che si veste di vite altrui
una specie di luce gratuita
un'invadenza luminosa,arrogante
ingravidata da albe non sempre meritate
una prosa turbata,per capirci
ospitando troppi sguardi
si camuffa di presunzione
il proprio sapere
e ci si presta con coscienza
all'inganno commerciale del
desiderare tutti le stesse cose
spinti ad inventarci un dio
rassegnamoci,il regno dei cieli
non basta
perché se la morte è la fine
dei bisogni
è anche il bisogno di non
finire mai.
porta il confessore
nello sguardo di una pietà tossica
che simula il perdono
nei gesti che assolvono la propria dottrina
messa lì a proscioglierci
nel condono del cuore
anche la voce ne è turbata
e inciampa su stanchi sentieri
di un'esistenza che partorisce lividi
che si veste di vite altrui
una specie di luce gratuita
un'invadenza luminosa,arrogante
ingravidata da albe non sempre meritate
una prosa turbata,per capirci
ospitando troppi sguardi
si camuffa di presunzione
il proprio sapere
e ci si presta con coscienza
all'inganno commerciale del
desiderare tutti le stesse cose
spinti ad inventarci un dio
rassegnamoci,il regno dei cieli
non basta
perché se la morte è la fine
dei bisogni
è anche il bisogno di non
finire mai.