L’autunno sbottona
il suo rosario di luce,
le foglie impettite d’oro
vagabondano sui prati
come apostrofi d’ottobre
sfrattati per sempre d’estate.
Un pianoforte di nebbia
si strugge malinconico
fra i regali del vento,
ruba gli spiccioli del silenzio
come la canzone dell’età.
Un cappotto di nuvole
arrabbiato di pioggia
solletica panchine solitarie,
viali vestiti di ruggine,
lacrima su ombrelli
e su strade disperate.
Sui vetri arruffati di pioggia
l’anima si piega ai ricordi,
sfoglia il diario dei suoi pensieri,
annusa una cometa di garofani rossi,
si confessa bimba felice,
giovane donna distratta,
sposa d’autunno colorata.

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