Settembre si sveste d’estate,
una nebbia di timidi silenzi
screzia gli aratri e le campagne,
alfabeti di luce nuova
si posano fra aghi di pino
e un lontano odor di castagne.
Muta la canzone del vento,
muta la poesia del paesaggio,
le zucche arrossiscono
sulle gote stanche della terra,
fichi, uva e melagrane
dipingono d’autunno le tavole.
Settembre si sveste d’estate,
è magia che abbraccia le case,
danza di foglie sfinite,
dolce morso d’esistere.
