Da un vecchio cassetto pieno di polvere accumulata tra gli ultimi anni del secolo scorso e l'inizio di questo secolo. 
Mood: depresso senza brio. Terzine di settenari a rima incatenata.

Eppur se il mondo fosse
quel cumulo che pare
di sola merda fossile,
chi vorrebbe campare? Ma vedo tanta gente che seguita a lottare
e pur se pare niente quel poco che s'ottiene, forse a se stessa mente
per dirsi che conviene di vivere la pena! Idee giammai serene
compagne mie per cena tristissimi pensieri, brividi per la schiena
che salgono leggeri silenti, soffocati; i pianti miei sinceri
dal riso soffocati in modo menzognero. I sogni miei cambiati
nell'incubo più nero e sempre più costante. Da tempo più non spero,
ché vedo più distante la luce ieri fioca... tanti anni fa raggiante,
adesso proprio poca, domani forse spenta. Che scherzo che mi gioca
la vita che violenta i sogni d'un bambino. Occorre che io menta
su quello ch'è il destino, bisogna che io speri d'uscire dal casino, come speravo ieri.


Anni '90

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Commenti  

MaricaR
+1 # MaricaR 05-08-2026 21:21
Ho voluto ripescare il tuo primo scritto di qualche anno fa per vedere se qualcosa, oggi, è cambiato in te. Sei sempre lo stesso. Piacevole la lettura perché sai rendere leggeri anche i momenti - frequenti - di tristezza, ma quest'ultima non ti abbandona mai
ioffa
# ioffa 05-08-2026 22:47
In realtà questa la ripescai per puro caso, con pochissime altre, da un vecchio floppy disk, una delle rare cose che portai con me quando fuggii via dalla città in cui avrei dovuto fare l'università e dove invece mi arenai per una fidanzata psicopatica, soffriva di schizofrenia molto seria, che nel giro di pochi anni (quando ci conoscemmo ed innamorammo sembrava solo depressa ed ansiosa, magari dandone la colpa a stanchezza accumulata che si era appena laureata e cominciava a far fatica per superare l'esame di abilitazione, in realtà mi nascondeva che andava settimanalmente da una psicologa e mensilmente da uno psichiatra, che era grave, problema ereditario -la madre era qualcosa di allucinante, il nonno materno invece a periodi- con già diagnosi severa, scoprii la realtà solo dopo il primo dei suoi poi sempre più frequenti ricoveri in clinica psichiatrica) mi rese non solo gli studi ma la vita stessa impossibile, con tutti i compagni di appartamento/univers ità/lavoro che preoccupati mi urlavano di staccarmene a costo di tornare giù al sud rinunciando a ciò che ormai mi aveva distrutto. Ci stetti male a lungo, anche se fui io a scappare. Con me portai quel floppy su cui c’erano anche alcune poesiole, che son le prime che ho pubblicato quando internet non è stata più solo una rete per adepti cervelloni di scambi interuniversitari ma è diventato anche un luogo di svago, con poi i social ed i siti per gli imbrattacarte come me. Da quel floppy viene la prima dozzina, fino alla 013 che fu prima della fuga il mio addio non solo a lei, ma all’idea stessa di amore ed ai sogni distrutti. Non scrissi più… finché il cuore non tornò a battere, per una nuova fregatura, una ragazza che conoscevo sin da prima della schizofrenica, delle mie stesse terre, ma che non mi ha mai cagato, e siamo ai giorni nostri (nel frattempo ebbi la fidanzata che mi dissestò economicamente, quella per cui comprai casa con mutuo quando avevamo bei lavori e tanta salute, che invece stavolta fu lei a fuggire, quando arrivò la “crisi del 2008” che fece saltare l’azienda nel 2009 ed arrivò la malattia senza diritto a pensione causa manovre opache fatte dall’azienda che scoprii solo il giorno in cui dopo gli interventi che mi confermarono invalido andai all’INPS a chiedere che dovevo fare per avere la pensione di invalidità! Pensione? Mi risero in faccia pensando che li stessi prendendo in giro, poi vedendomi stralunato capirono che le carte che l’azienda mi aveva fatto firmare 3 anni prima io non sapevo cosa realmente fossero, e per quelle firme non avevo più diritto a nulla! Quindi nel tempo ho avuto conferme che il mondo è proprio un cumulo di merda! Non era solo apparenza. Comunque, dicevo, dopo quel ritrovamento del vecchio floppy, mi rimisi a scarabocchiare, prima raramente ed ora che non ho più nulla da fare, molto più spesso. Ed un giorno potrei anche diventare bravo!
MaricaR
+1 # MaricaR 06-08-2026 00:43
Sei già bravo, almeno a me piace leggere ciò che scrivi. Hai quella caratteristica di sdrammatizzare sempre inserendo battute leggere anche nelle situazioni drammatiche (in questa c'è soltanto la battuta finale dell'uscire dal casino ma è già l'inizio). Mi dispiace per tutto quello che hai passato. La vita è proprio una lotta. Ti auguro di trovare un po' di serenità. Pian piano leggerò anche le altre "antiche" poesie. Ciaooo

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