Sono entrato
dall’uscita d’emergenza di Equitalia
il tempo per capire di aver sbagliato
e mi sono ritrovato in mano un numerino
cazzo, mi sentivo osservato
soprattutto dagli occhi punitivi dell’usciere
ed io quasi a giustificarmi così esclamai:
“Son nuovo di queste democratiche beghe
cerchi almeno di scusarmi, in seguito ci proverò a non far danni”
Ma lui facendo finta di non sentire
s’infilò un dito in una narice scaccolandosi fino all’osso, alla radice;
chissà il poveretto quanti piagnistei ogni giorno ha da patire
non sarà certo la mia entrata “trionfale” a farlo impallidire.
Intanto mentre aspetto il mio turno diligente
una voce rimbomba dal vicino corridoio,
un alto dirigente vestito elegante
richiama l’attenzione in una sala traboccante
l’urlo si stampò sopra i vetri e le pareti
facendo tremar la gente, me e gli impiegati;
capii in seguito che il funzionario par cercasse
un tizio che non ha mai pagato tasse
un riccone, così circolava voce
che chiedeva patteggiamento o quanto meno una rateizzazione.
Noi tutti nella stanza ci guardammo sbalorditi
chi teneva in mano qualche rata comunale non pagata
chi una multa dimenticata e il tempo l’ha lievitata
chi per dare da mangiare ai propri figli , non ha potuto il debito pagare.
Finalmente il Tizio “ricercato” si fa avanti con il suo avvocato
mentre da quest’altra parte un pensionato bisbiglia una parola all’impiegato
ma l’addetto allo sportello senza cuore e senza peli sulla lingua urla:
“che fa, paga o la pignoriamo?”
E’ stato a quel punto che io sono uscito dall’Entrata principale
sfidando il muro umano e gli occhi atterriti dei presenti
promettendo a me stesso di non mettere più piede
in quel posto costruito da insane menti
per succhiare il sangue a chi il sangue l’ha investito nel futuro
chi l’ha impastato tra il cemento e i mattoni
per dare una dignità alla propria vita.
Giuro che non metterò più piede in un posto di falsa democrazia
che aiuta i potenti e sotterra gli uomini già perdenti
e così che va il mondo, così vanno le cose in questa Patria mia.
dall’uscita d’emergenza di Equitalia
il tempo per capire di aver sbagliato
e mi sono ritrovato in mano un numerino
cazzo, mi sentivo osservato
soprattutto dagli occhi punitivi dell’usciere
ed io quasi a giustificarmi così esclamai:
“Son nuovo di queste democratiche beghe
cerchi almeno di scusarmi, in seguito ci proverò a non far danni”
Ma lui facendo finta di non sentire
s’infilò un dito in una narice scaccolandosi fino all’osso, alla radice;
chissà il poveretto quanti piagnistei ogni giorno ha da patire
non sarà certo la mia entrata “trionfale” a farlo impallidire.
Intanto mentre aspetto il mio turno diligente
una voce rimbomba dal vicino corridoio,
un alto dirigente vestito elegante
richiama l’attenzione in una sala traboccante
l’urlo si stampò sopra i vetri e le pareti
facendo tremar la gente, me e gli impiegati;
capii in seguito che il funzionario par cercasse
un tizio che non ha mai pagato tasse
un riccone, così circolava voce
che chiedeva patteggiamento o quanto meno una rateizzazione.
Noi tutti nella stanza ci guardammo sbalorditi
chi teneva in mano qualche rata comunale non pagata
chi una multa dimenticata e il tempo l’ha lievitata
chi per dare da mangiare ai propri figli , non ha potuto il debito pagare.
Finalmente il Tizio “ricercato” si fa avanti con il suo avvocato
mentre da quest’altra parte un pensionato bisbiglia una parola all’impiegato
ma l’addetto allo sportello senza cuore e senza peli sulla lingua urla:
“che fa, paga o la pignoriamo?”
E’ stato a quel punto che io sono uscito dall’Entrata principale
sfidando il muro umano e gli occhi atterriti dei presenti
promettendo a me stesso di non mettere più piede
in quel posto costruito da insane menti
per succhiare il sangue a chi il sangue l’ha investito nel futuro
chi l’ha impastato tra il cemento e i mattoni
per dare una dignità alla propria vita.
Giuro che non metterò più piede in un posto di falsa democrazia
che aiuta i potenti e sotterra gli uomini già perdenti
e così che va il mondo, così vanno le cose in questa Patria mia.

Commenti
Nonostante l'argomento trattato , l'autore non ha tralasciato la musicalità dei versi e il ritmo serrato , in una realtà che non necessita di similitudini per arrivare nella mente , chiara , diretta . Stile impeccabile.
Grazie