Città adornate a festa
e passanti frettolosi vagano
sotto un tripudio di luci
che sovrasta i loro corpi accecati.
Stupiti,estasiati,
rincorrono preziosi doni.
Io " vivo" altrove...
Il mio cuore e' in tempesta
ed il pensiero s'infrange
contro l'avida frenesia.
La danza colorata
e' un vuoto dettaglio;
nessuna impronta,
nessuna traccia
nell'animo mio.
Io " vivo" altrove...
Sono rudere tra ruderi;
sono indigente tra i miseri,
sono piccolo bagliore nella sconfitta.
Nell'abbraccio di un bimbo sofferente
che radici più non ha,
ritrovo l'essenza della Vita.
E nel dolore lacerante,
la mia piccola presenza,
forse, un senso avrà.

Commenti
Un abbraccio e profonda condivisione del tuo Natale VERO. Bellissima la tua poesia.
Vera
il nostro pensiero è a coloro che vivono nell'indigenza, ai bambini preda di una guerra insana che
hanno avuta rubata la loro infanzia scevra di quella dolcezza e di quell'innocenza insita nella loro
età. Penso che un po' tutti e io, personalmente, non mi sento il cuore in festa anche per ciò che sta
capitando in Europa e nelle nostre città. Ma ho l'impressione che adesso, con tutto questo, dovremo
imparare a conviverci perché è diventata un'emergenza di grandi proporzioni e, non so se si potrà
ovviare a ciò. Versi molto graditi e condivisi, un caro saluto, Grace
Sereno Natale.
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