Pensare al momento del trasloco
mette in me agitazione, sparso come sono
tra le nuvole grigie e il porticato
d’un condominio che non ho mai amato.

Sarà che forse non mi riconosco
né nella gente che sorride falsamente
né dalla mia mente negligente
che sceglie la strada breve e si dilegua.

Dove sarà la mia nuova dimora
ma soprattutto esiste questo posto
che accolga senza diffidenza
un uomo con negli occhi fili d’erba?

Pensare al momento del trasloco
è forse l’unico viatico per allontanare
il giorno del cataclisma vertiginoso
oppure ogni cosa che si deteriora.

Da questa città vorrei allontanarmi
come da questi mattoni e da questa gente
che vende il tempo e la propria anima
e non s’accorge che affonda nella melma.

Se solo esistesse distesa galleggiante
senza collegamenti con la città e con me
farei partenza anche domattina

da lì costruirei una passerella
imbastendo liane di seta pura
per arrivare dritto al cielo e alle stelle

a l’unica certezza che in me sopravvive:
l’inconcepibile groviglio di parabole
che da sempre m’illude d’abbracciare

la madre, lo spirito e l’inesistente.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 24-01-2014 19:26
da un semplice trasloco hai tratto versi e concetti profondissimi. bella!

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