Inconsueti linguaggi
tra grida e bestemmie
marcavano grigia la sera.
Poca luce di cera
la squallida strada segnava,
l’ora tarda annaspava.
Il gracchiar di voci evocava
rituali di antica leggenda.
Fissava la calca il selciato
per un gioco da poco esaltata,
quand’ecco spuntare da un lato,
un volto con l’occhio sbarrato,
penzoloni un braccio piegato,
e una gamba dai lisi calzoni.
<Ohimè, freddato per niente!>
Eccitata gridava la gente.
Per un messaggio d’amore:
un omaggio che aveva mandato
ingenuamente a una signora.
tra grida e bestemmie
marcavano grigia la sera.
Poca luce di cera
la squallida strada segnava,
l’ora tarda annaspava.
Il gracchiar di voci evocava
rituali di antica leggenda.
Fissava la calca il selciato
per un gioco da poco esaltata,
quand’ecco spuntare da un lato,
un volto con l’occhio sbarrato,
penzoloni un braccio piegato,
e una gamba dai lisi calzoni.
<Ohimè, freddato per niente!>
Eccitata gridava la gente.
Per un messaggio d’amore:
un omaggio che aveva mandato
ingenuamente a una signora.

Commenti
Il tuo scrivere scorre nel fiume della poesia con leggerezza e maestria.
Grazie per mantenere viva la nostra sensibilità...e sempre BUONA VITA a TE!
a parte ciò, trovo che la lirica sia descritta scorrevolmente e con versi musicali. Complimenti Ugo.
Un caro saluto, Grace
Bravo .
ED ECCO UNA QUOTIDIANITA' SEMPRE PIU' FERITA, SEMPRE PIU' SANGUINARIA...
TANTE SON LE CICATRICI CHE DETURPERANNO IL FUTURO.
LIETA GIORNATA, UGO.
*****