La mia vita inquieta
piange in ogni goccia di pioggia
e la malinconia spegne i desideri
negli acquazzoni notturni.
 
Come la mia tristezza
il temporale rovescia inutilmente
i suoi strali sulla terra
e le grondaie vomitano
torrenti d’acqua
nella mia anima umida,
sul mio corpo affranto.
 
La pioggia batte
contro la vetrata
e scende sulla mia coscienza
con un rumore molesto
come d’acqua su stalagmiti.
 
Un freddo smanioso
cinge con gelide mani
il mio povero cuore.
 
Ore grigie s’allungano,
si fanno pianura nel tempo
e trascinano oscurati momenti.
 

 
 
 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Vincenzo Melino  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Francesco Losito
# Francesco Losito 17-07-2012 23:18
le stalagmiti hanno una connotazione di fissità derivante dal lento dispiegarsi del tempo idrometeorico; qui sembra il contrario, ma va bene così la poesia è simbolica e teneramente descrittiva. Bravo .
scoria
# scoria 18-07-2012 00:38
La poesia non è ne malissimo ne bella, forse titanica a tratti e bagnata forse del piangersi addosso.....ma soprattutto è.....accecante..... ........cambia colore del font la prossima volta o mi ricoverano non in oculistica ma direttamente in rianimazione!! 8)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.