Provò a sfiorare
la levigatezza di un foglio di carta,
provò a distinguere
le nervature di una foglia d’albero,
provò ad abbracciare
il calore della cenere del camino,
provò ad accarezzare
la morbidezza della pelle del viso,
provò a gustare
la sofficità di una mollica di pane,
provò a calpestare
la ruvidezza di una pietra di strada,
provò a saggiare
la fluidità dell’acqua di ruscello.
Provò a leggere il buio,
una notte.
Alzò le mani
e andò tastando
lo spessore scuro
intorno al letto.
E la notte,
impigliata
tra le sue dita,
s’addormentò
silenziosamente
fino all’alba.
la levigatezza di un foglio di carta,
provò a distinguere
le nervature di una foglia d’albero,
provò ad abbracciare
il calore della cenere del camino,
provò ad accarezzare
la morbidezza della pelle del viso,
provò a gustare
la sofficità di una mollica di pane,
provò a calpestare
la ruvidezza di una pietra di strada,
provò a saggiare
la fluidità dell’acqua di ruscello.
Provò a leggere il buio,
una notte.
Alzò le mani
e andò tastando
lo spessore scuro
intorno al letto.
E la notte,
impigliata
tra le sue dita,
s’addormentò
silenziosamente
fino all’alba.
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