Oltre la carne
Mamma non piangere
se un giorno l'odore acre
della mia carne dissolta nel vento
ti tapperà le narici
Mamma non esitare
a vivere una nuova vita
strappa con le unghie e con i denti
quel filo spinato che hai nel cuore
Io non sono più lì
Non lo sono mai stato
Quando la kapò affidava al cielo senza sole
il suo actum io ero preso da un sogno
rapito e attraversavo gli strati di nuvole e stelle del cielo
Ora che si sono disfatti
della mia carne di Caprio espiatorio immaginario
io non pratico più alcuna pena
Ora non sono più carne da macello
Non sono più tuo figlio
Ma sono sempre stato
figlio di un dio al quale mi sono ricongiunto
in fascio di luce
Sono un fascio di luce cobalto
Il più nitido e bello

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