E' triste la sera.

Retorica come la scrittura.

Ridondante e inutile.

I miei quadri mi osservano

anche loro inutilmente appesi.

Oppressi.

Rinchiusi nelle loro pose,

tenuti insieme da forme stanche.

E' triste la sera

senza il mio camino.

Cerco legna

dove legna manca.

Cerco una fiamma vecchia

nella vecchia espressione dei miei occhi

e la sera diviene triste

dentro di me

intorno a me.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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