Permane ciò che appare in uno specchio

e si ancora a circuito neuronale

o annega come un gesto accidentale

nel cono d’ombra opposto accolto in secchio?

 

Se si dissolve per non arder vecchio

nella memoria tridimensionale

rinforma come amalgama ancestrale

in collimate tracce d’apparecchio.

 

E come un verso sgorga all’improvviso

ristora col suo ritmo e alla memoria

sembra ancorato per l’eternità

 

ma se non lo si schizza come un viso

non lo si appunta almeno in istruttoria

sul taccuino, al poeta svanirà.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Rita Stanzione*
+2 # Rita Stanzione* 24-05-2017 12:35
Si va alla ricerca delle cose perdute, parafrasando Proust in cerca del tempo. Ottima struttura come sempre e molto interessante il tema. Chapeau.
Diego Bello
# Diego Bello 07-06-2017 19:24
Grazie Poeta

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