Questo giugno insieme a maggio
ci hanno traditi, unanimi diciamo,
ma che primavera è questa, ma che caldo,
ma che tepore poetico stiamo vivendo,
niente sole, niente mare,
e nemmeno passeggiate ispiratrici,
perché piove e fa anche freddo,
e malediamo le stagioni che non son più
quelle di un tempo,
dentro il cuore si ribella la natura insoddisfatta.
Ma aspettiamo, dico io, la canicola di luglio
e di agosto la calura, quando tutti sotto l’ombra
di una quercia secolare, o di un pino di aghifoglie
cercheremo sospirando
la speranza di una brezza,
e diremo nel sudore delle notti senza sonno
che era bello quando almeno potevamo respirare
e godere delle coltri, perché l’uomo
quando ha caldo vuole fresco
e quando a freddo vuole il caldo.

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