Aveva, le mani tremanti
e occhi chiusi, in una morsa, di dolore
senza neppure una lacrima a disegnarle il volto.
In quel giorno di maggio,
inseguendo il coraggio, accarezzavo
la corvina chioma di mia madre
mentre ogni batter di ciglia, pareva eterno.
Era ancora avvertibile, l’anima assente
fuori dal corpo, privo di vita
in un sorriso composto.
Incancellabile momento,
quel mesto paesaggio che, all’infinito
nel tempo, puntuale si ripete
e mai pronto a essere accettato.
e occhi chiusi, in una morsa, di dolore
senza neppure una lacrima a disegnarle il volto.
In quel giorno di maggio,
inseguendo il coraggio, accarezzavo
la corvina chioma di mia madre
mentre ogni batter di ciglia, pareva eterno.
Era ancora avvertibile, l’anima assente
fuori dal corpo, privo di vita
in un sorriso composto.
Incancellabile momento,
quel mesto paesaggio che, all’infinito
nel tempo, puntuale si ripete
e mai pronto a essere accettato.

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