Aveva, le mani tremanti
e occhi chiusi, in una morsa, di dolore
senza neppure una lacrima a disegnarle il volto.
 
In quel giorno di maggio,
inseguendo il coraggio, accarezzavo
la corvina chioma di mia madre
mentre ogni batter di ciglia, pareva eterno.
 
Era ancora avvertibile, l’anima assente
 fuori dal corpo, privo di vita
in un sorriso composto.
 
Incancellabile momento,
quel mesto paesaggio che, all’infinito
nel tempo, puntuale si ripete
e mai pronto a essere accettato.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Commenti  

Alberto Automa
# Alberto Automa 19-02-2013 23:35
...bellissima, il tuo Stile fa ancora centro... :-) ...ma approfitto per complimentarmi con gli autori delle 3 poesie che seguono: Melino, Casazza, Garofano...4 splendide poesie una dopo l'altra!
Paola Pittalis
# Paola Pittalis 20-02-2013 15:33
malinconica e bellissima lirica
Brigida Liparoti
# Brigida Liparoti 20-02-2013 18:38
Porta indietro in un tempo sempre uguale a ieri. Tutto cambia, anche il dolore ...ma rimane sempre dolore! Bellissima...
Tiziana Rosella
# Tiziana Rosella 20-02-2013 21:11
è molto bella.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 21-02-2013 21:32
il dolore non si e mai pronti ad accettarlo......

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