Tra queste valli
un’eco richiama
l’esistenza della vita,
porta con se
il suo profumo
la trascina sempre più
nel profondo suolo
mentre il giorno scruta
il sole nel suo dolore.
 
Laddove ancora le viscere
bruciano l’anima di chi
cerca di viverla,
la morte
assapora le tenebre
in attesa di un altro
corpo da assorbire.
 
Si potrà aver pace
con un riflesso di luce
se una lacrima
scivolando via,
solcando il viso,
cadesse
tra le nostre mani
dandoci la forza,
inventando una scusa,
per viverla ancora.
 

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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Commenti  

Cristina Biga
# Cristina Biga 10-11-2012 06:31
Splendida poeta, la sento molto mia, la vita è una valle di lacrime .... le prime due parti sono forti sofferenti
e vere la morte è in agguato sempre ma lo è anche la vita che ci pone si degli ostacoli ma forse perchè dobbiamo cambiare qualcosa in noi nel nostro percorso, e forse non tutto viene sempre per nuocere .... io lo sto vivendo e lo sai e nelle lacrime che verso ogni giorno davvero è racchiusa tutta la mia speranza per vivere ancora ogni attimo donato .... grazie per questo dono in versi le stelle che meriti sono mille e mille ancora un caro saluto
poesie profonde
# poesie profonde 10-11-2012 14:22
Tutto purtroppo dipende da noi, anche la pace si può trovare, se forza abbastanza abbiamo Riflessiva e profonda
Brigida Liparoti
# Brigida Liparoti 10-11-2012 17:06
Ogni tempesta ha bisogno della sua forza per affrontarla... si, questo è giusto! Ma ogni forza ha bisogno di una tempesta tutta per lei, per poterle permettere di manifestarsi nella sua pienezza... ed alla fine tutto si affronta, anche la morte; tuttavia, mentre tutto si può condividere, ragionare, prendere come spunto per migliorarsi, la morte và assunta in piena solitudine, per chi la "vive" e per chi rimane a piangere. Forse sarà questa solitudine a far più paura? ...ogni stadio della vita, è vita! Davvero bella questa poesia, ecco cosa mi ha suscitato nel cuore. Grazie Enzo...
Francesco Losito
# Francesco Losito 11-11-2012 18:10
Questa è davvero un'OTTIMA poesia che da te non m'aspettavo...( :-) scherzo.......). Sei stato molto abile a definire la Vita analizzando in parallelo più il concetto della Morte . E' vero che parlare dell'una implica l'altra e viceversa....ma noi ancora vivi ci domandiamo perchè e che senso abbia il dolore del distacco. E la risposta la dai in duplice modo: da una parte si ritorna a fare parte di un ciclo naturale (corpo da assorbire) ahimè concetto freddo e duro da digerire ma spietato e irreversibile e dall'altro quel dolore incomprensibile lo trasformi in lacrime prolifiche d'umana rassegnazione....la pace che si rinnova ogni volte che c'è un motivo umanamente giusto per vivere il miracolo doloroso della vita stessa. Qui mi hai particolarmente colpito per l'accostamento tra concetti dissonanti ove nel primo sembri un "cinico" descrittore del ciclo naturale e nel secondo lo umanizzi con quella debolezza tipica degli esseri viventi che non sanno cosa ci stanno a fare su questo Pianeta. Complimenti sviscerati.
Enzo Agostini*
# Enzo Agostini* 12-11-2012 16:52
Grazie di cuore per i vostri commenti. Lusingato da tanta attenzione. Grazie grazie, senza parole.

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