Tratteggia l’orizzonte di colori
il sole calmo, tinge cime e accende
foglie pastello di suoni e odori
che l’aspro cupo mio silenzio offende
Spandendo obnubilanti agi e onori
il mondo si deforma, ambiguo attende
che la storia dirima tra gli ardori
verso che stella la mia vita tende
Perché nel Dentro tutto è incompiuto
strido ora strappo poi tra gorghi annego…..
Meandri obliqui si obliano allo specchio?
Quanti perigli spesso ho taciuto
prestando la Natura al dolente Ego
che le ansie tacita e trasmuta l’occhio

Commenti
Sono tra gli ultimi arrivati, ma lo stesso trovo doveroso salutarla come nuovo autore. A volte un semplice saluto non è solo questione di educazione, ma può contribuire a far sentire a casa gli ospiti che qui accedono.
E vengo al testo proposto: nonostante non ami lo stile barocco e le terminologie desuete, apprezzo molto questo scritto, in particolare la chiusa e soprattutto il penultimo verso, che trovo quanto mai attuale.
Grazie
Grazie per la sua accoglienza molto gradita!