E non mordere i miei sguardi
e non saziare i miei spazi,
il giorno è un garofano
riscritto di pioggia e d’accenti
ed albeggio sul tuo cuore
come antefatto emozionale
del palcoscenico del mio dolore.
Pentagrammi d’inverno
rimproverano il mio eco
e tu,
bozzolo di vento sul mio petto
vesti pure i miei silenzi,
spendi i miei pensieri
fino a lacrimarmi dentro.
Non germinar solitudine,
non ferir il bozzetto del mio tempo,
l’amore è un costato
di storie capovolte,
siamo autori d’occasioni
inchiodati al diario
dei nostri mille errori.

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