Sbuccio anagrammi di cuore
in un crepuscolo d’anima
naufragato sui petali labiali
degli intimi silenzi tuoi
e spendo nevicate di sguardi
in questo apostrofo di battiti
che bussa ad un anonimo
romanzo di luna.
Amore, scuciti in mille colori
sui respiri accesi dei miei fianchi
come un raggio di dolci parole
rubate al mercato degli inverni,
sii acrobata sul mio petto di cristallo
come brina di un romantico infinito
taciuto agli spiccioli del nostro vivere.
Ho smarrito un portafoglio di parole,
giace sul palcoscenico degli occhi tuoi
in uno sfavillar d’abecedari celesti
e fioriremo ad ogni latitudine,
giocheremo coi violini della solitudine:
siam carezza dei nostri nomi
posata in grembo alle illusioni.

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Un caro abbraccio