Hai scordato il mio nome
su accenti di pioggia,
su inchini di dolore,
su apostrofi di lune e garofani,
ed allor,
sfrattati dal petto dell’amor
cenammo in un volo d’illusioni,
apparecchiammo dividendi e sottraendi,
scucimmo l’alfabeto dei silenzi.
Inginocchiati sulle coreografie del cuor
eravamo parafrasi di cristallo,
forbice sensoriale d’un giorno
reciso da un bouquet di infinito:
eccomi a scrivere per te
il mio dolce inchino d’addio.

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