A volte non posso evitare di essere prosaico:
vorrei poter amare il tuo ricordo in maniere
più dignitose, vestire il giogo della serietà
e trarci i più bei frutti.
Ci ho provato seriamente, ma non ci sono riuscito.
Secondo te non mi piacerebbe scoprire un arcano,
e dargli il tuo nome? Che poi uscirebbe soltanto
in qualche rivista comprata in stock dalle università
che andrà a riempire qualche emeroteca dai pavimenti orribili
con la polvere che fa delle palline agli angoli che nessuno schifa
dato che nessuno mai ci entra.
Ma il meglio che riesco a fare è tenere acceso il tuo
sole forgiato dalla mia isteria attraverso ricerche
geografiche dei luoghi della tua infanzia, i tragitti
in auto dei tuoi genitori per andare a fare una barca di soldi
e ossessionarmi con un campionario di leggende
delle quali ti vedo protagonista:
il marmor lunensis, i liguri apuani, gli anarchici,
la versilia del boom economico e la tua casa in affitto che
mi fa venire in mente immaginari che prima d'ora
ho sempre odiato e che per una misteriosa forza alchemica
ora colloco tra i monili più brillanti di un'argenteria interna
opaca e rosicchiata dalla fame.

Commenti
Le consiglio la lettura di poeti come John Giorno, Lawrence Ferlinghetti o Raymond Carver
(più famoso come novellista ma altrettanto godibile nel ruolo di poeta). Buona serata